Sport - 06 marzo 2026, 09:20

CALCIO / Un'unica squadra per Bra e Albese: "Il percorso è solo all'inizio ma ci sono le potenzialità per sostenere una nuova realtà"

Il comunicato congiunto di A.C.Bra e Albese 1917 dopo la conferenza stampa di giovedì 5 marzo

I presidenti Pioggia e Germanetti

I presidenti Pioggia e Germanetti

Riceviamo e pubblichiamo

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Un progetto ancora nelle fasi iniziali che rappresenta una possibile svolta per il calcio del territorio tra Langhe e Roero. È questo il tema al centro della conferenza stampa congiunta che si è svolta nel pomeriggio di giovedì 5 marzo all’Hotel Calissano di Alba, convocata dai presidenti di Bra e Albese 1917, Giacomo Germanetti e Maxim Pioggia, per fare chiarezza sulle numerose voci che negli ultimi tempi hanno iniziato a circolare su una collaborazione tra le due società.

Fin dall’inizio dell’incontro i due dirigenti hanno sottolineato che si tratta di un’ipotesi ancora in fase di definizione, nata dalla convinzione che il territorio abbia le potenzialità per sostenere un progetto calcistico più ampio. Pioggia, presidente dell’Albese da qualche mese, ha spiegato di credere fortemente nelle possibilità di crescita dell’area: l’idea è valutare un percorso condiviso che porti alla nascita di una realtà sportiva capace di rappresentare non soltanto Alba o Bra, ma un bacino molto più vasto che comprende Langhe e Roero.

Sulla stessa linea il presidente del Bra Germanetti, che ha ricordato come negli ultimi anni la società giallorossa abbia raggiunto traguardi importanti, ma che ora sia necessario iniziare a ragionare sul futuro. Secondo Germanetti, se si vuole programmare qualcosa di stabile e sostenibile nel tempo diventa inevitabile valutare forme di collaborazione tra realtà vicine, soprattutto in un contesto economico in cui molte società sportive rischiano di dipendere esclusivamente dall’impegno personale dei singoli presidenti.

Le soluzioni allo studio sono diverse: dalla fusione alla creazione di una nuova struttura societaria che coinvolga entrambe le realtà. I dettagli saranno analizzati nelle prossime settimane insieme a consulenti e professionisti, anche alla luce dei regolamenti federali. L’obiettivo è dare vita a una realtà calcistica più forte e strutturata, capace di rappresentare un intero territorio.

Un elemento che incide sul futuro del progetto riguarda anche la categoria del Bra: nel caso in cui la squadra resti in Serie C, la nuova realtà partirebbe dal professionismo. I presidenti hanno però precisato che il progetto non dipende esclusivamente da questo scenario: il punto centrale resta la sostenibilità economica e la capacità di costruire una struttura solida che coinvolga sponsor, istituzioni e comunità locale.

Proprio il rapporto con le istituzioni è stato uno dei passaggi più sottolineati durante l’incontro. Pioggia ha ringraziato pubblicamente il sindaco e l’amministrazione comunale di Alba per la disponibilità dimostrata nei confronti del progetto. Il Comune, infatti, si è impegnato a intervenire sullo stadio “Augusto Manzo” con fondi pubblici per realizzare alcuni lavori necessari all’adeguamento dell’impianto, decisamente più contenuti rispetto a quanto richiesto per l’adeguamento dello stadio di Bra. Si tratta di interventi che riguardano in particolare l’illuminazione, alcuni spogliatoi, i seggiolini della tribuna e la tribuna stampa. Opere considerate impegnative ma realizzabili, che rendono lo stadio idoneo anche a categorie superiori.

La questione degli impianti sportivi è uno dei fattori che hanno favorito il dialogo tra le due società. L’attuale “Attilio Bravi” di Bra presenta infatti alcune difficoltà legate all’omologazione, mentre l’impianto albese può essere adeguato più rapidamente alle normative federali. In questo scenario, l’“Augusto Manzo” diventerebbe la casa della nuova realtà calcistica se il progetto prendesse forma.

Un altro tema centrale riguarda il settore giovanile. Tra le due società il movimento dei giovani calciatori è molto ampio e sfiora complessivamente i mille ragazzi. Per i presidenti si tratta di un patrimonio fondamentale da preservare e valorizzare, anche se eventuali integrazioni dovranno tenere conto delle regole federali sulle iscrizioni ai campionati giovanili.

Durante la conferenza è stato affrontato anche il possibile impatto sui tifosi, storicamente molto legati alle identità cittadine. I dirigenti hanno riconosciuto che inizialmente possono esserci resistenze, ma hanno sottolineato come il calcio stia cambiando e come progetti territoriali più ampi siano ormai diffusi in diverse regioni italiane, dove l’unione di più realtà ha permesso di costruire società più solide e competitive.

Per il momento, hanno ribadito Germanetti e Pioggia, il percorso è soltanto all’inizio. Le squadre restano concentrate sulla conclusione dei rispettivi campionati, mentre parallelamente continua il lavoro di studio sul possibile assetto societario. Il dialogo tra Bra e Albese è comunque avviato e apre scenari nuovi per il futuro del calcio tra Alba, Bra e tutto il territorio delle Langhe e del Roero.

redazione

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