Curiosità - 07 marzo 2026, 19:03

L’imprenditoria femminile guida la crescita: in Italia 1,3 milioni di donne fanno impresa

A Cuneo un’azienda artigiana su cinque tra quelle rosa è guidata da donne. Confartigianato: “Serve più sostegno a credito, formazione e conciliazione vita-lavoro”

Rosalba Murialdo

Rosalba Murialdo

Le donne rappresentano sempre più un pilastro della crescita economica italiana. Capacità di adattamento, determinazione e attenzione all’innovazione stanno trasformando l’imprenditoria femminile in un fattore strategico per lo sviluppo produttivo del Paese. È il quadro che emerge dall’analisi di Confartigianato Cuneo, che in occasione della Giornata Internazionale della Donna fotografa l’evoluzione del lavoro in “rosa” e il ruolo delle imprenditrici nei territori.

Donne e lavoro: un motore di resilienza per l’Italia

Negli ultimi anni l’occupazione femminile ha mostrato la maggiore vivacità all’interno del mercato del lavoro nazionale. Tra il 2021 e il 2025 l’Italia ha registrato un aumento complessivo di oltre 1,28 milioni di occupati (+5,6%), ma la componente femminile ha inciso in modo decisivo con un incremento del 6,2%, pari a 598 mila lavoratrici in più.

I dati più recenti confermano questa tendenza: a dicembre 2025 si è registrato un aumento annuo di 97 mila occupate (+1,0%), a fronte di una lieve flessione dell’occupazione maschile.

Il tasso di occupazione delle donne tra i 20 e i 64 anni ha raggiunto nel 2024 il 57,4%, migliorando di 4,2 punti percentuali rispetto al 2021. Nonostante i progressi, il divario resta significativo: l’Italia continua a collocarsi all’ultimo posto nell’Unione Europea per quota di popolazione femminile occupata, con un gap di genere di 19,4 punti percentuali rispetto agli uomini.

A Cuneo cresce l’imprenditoria “rosa”, soprattutto artigiana

Uno dei territori più dinamici è la Provincia di Cuneo, dove nel 2025 si contano 14.199 imprese femminili. Di queste, il 20,9% opera nel comparto artigiano e circa il 44% (pari a 1.300 realtà) aderisce a Confartigianato Cuneo.

Nel territorio cuneese emergono alcuni rapporti significativi: una impresa su cinque tra quelle femminili è artigiana e, specularmente, una impresa artigiana su sei è guidata da una donna.

Le imprenditrici artigiane sono particolarmente presenti nei settori del benessere – come estetica e acconciatura –, nella moda e sartoria, nei servizi alla persona, nell’alimentazione e nel manifatturiero. In questi ambiti la qualità del lavoro, la cura del dettaglio e la costruzione di relazioni solide con la clientela rappresentano un elemento competitivo distintivo.

Micro e piccole imprese: la forza della flessibilità

Il tessuto dell’imprenditoria femminile è composto in larga parte da strutture agili. Circa il 96% delle imprese guidate da donne è costituito da micro e piccole realtà con meno di dieci addetti.

Questa dimensione organizzativa, spesso radicata nei territori, ha favorito la capacità di risposta alle turbolenze economiche degli ultimi anni. Molte imprenditrici hanno investito in formazione, digitalizzazione e riorganizzazione dei processi interni per rafforzare la propria competitività.

Particolarmente significativo è anche il dato generazionale: quasi l’11% delle imprese femminili è guidato da under 35, segno di un crescente protagonismo delle giovani donne nel mondo produttivo e manageriale.

Innovazione, sostenibilità e futuro dell’impresa al femminile

Le realtà imprenditoriali guidate da donne mostrano una forte propensione verso innovazione e sostenibilità, due dimensioni sempre più centrali nelle dinamiche economiche globali. L’integrazione di tecnologie, modelli produttivi responsabili e attenzione all’impatto sociale sta ridisegnando le strategie aziendali di molti settori artigianali.

«Nonostante permangano ancora alcune criticità, come l’accesso al credito e la conciliazione tra vita lavorativa e familiare – sottolinea Rosalba Murialdo, presidente del Movimento Donne Impresa di Confartigianato –, le imprese guidate da donne mostrano una forte propensione all’innovazione e alla sostenibilità, elementi sempre più centrali nei mercati contemporanei.

«Proprio nel giorno dedicato alle donne, i numeri dell’imprenditoria femminile italiana ci ricordano che l’8 marzo non è soltanto una celebrazione, ma un’occasione per rinnovare un impegno collettivo. È necessario che la politica investa di più nel sostegno alle imprenditrici, affrontando con urgenza i nodi critici – comuni a tutto il mondo produttivo – affinché il talento delle donne diventi un pilastro strutturale della strategia economica nazionale».

Redazione

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