Attualità - 08 marzo 2026, 18:46

Mondovì riscopre e racconta le “Donne che hanno lasciato tracce” in Città

Ampia partecipazione all'iniziativa promossa, oggi pomeriggio per le vie del centro storico, in occasione della Giornata Internazionale della donna

La tappa della passeggiata di fronte al Classico, in ricordo di Lidia Poët

La tappa della passeggiata di fronte al Classico, in ricordo di Lidia Poët

“Donne che hanno lasciato tracce”.  Questo il nome della partecipata iniziativa organizzata, in occasione della Giornata internazionale della donna, a Mondovì nel pomeriggio di oggi, domenica 8 marzo.

Storie, nomi, luoghi che si intrecciano nella memoria e per le vie di Mondovì, ma soprattutto donne che raccontano e ascoltano testimonianze di altre donne.

L’iniziativa, a cura della Consulta Comunale Femminile in collaborazione con l’associazione culturale Gli Spigolatori ETS e l’associazione culturale Esedra, è partita dai Giardini di Villa Nasi, oggetto di intervento di pulizia in collaborazione con la comunità musulmana (leggi qui), dove è stato messo a dimora un albero di mimosa.

Dopo gli interventi istituzionali da parte dell’assessore alle pari opportunità Francesca Bertazzoli che ha ricordato che quest’anno ricorrono gli 80 anni dal voto alle donne e da Marzia Arena, presidente della Consulta Femminile, i partecipanti sono stati guidati alla scoperta di Mondovì sulle tracce di grandi donne del passato.

In piazza Cesare Battisti Valentina Sandrone (Ass. Gli Spigolatori) ha ricordato il soggiorno di Fernanda Pivano, scrittrice e traduttrice che ha aperto l’Italia alla letteratura americana del Novecento. Il gruppo ha poi raggiunto il rione Piazza con la funicolare e qui  sono stati dedicati due importanti momenti il primo, in via delle Scuole, a Lidia Beccaria Rolfi, insegnante e staffetta partigiana, testimone della deportazione. Di fronte al liceo Classico, l’assessore Bertazzoli ha ricordato la figura di Lidia Poët, prima donna avvocato in Italia, simbolo della conquista dei diritti professionali femminili. Che aveva proprio studiato al Beccaria di Mondovì.

Marzia Arena ha poi ripercorso la storia di Anna Massimino, vedova Besio, riferimento per la tradizione ceramica locale, recentemente omaggiata con il premio  "L'Italia delle donne" (leggi qui).

Durante il percorso, approfondimenti storico-culturali dei luoghi sono stati curati dalla guida turistica Maria Rosa Rossi.

Arianna Pronestì

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