Gentile direttore,
Nessuno sa precisare chi ne sia il proprietario. Né i tre condomini, né il Comune. L’onlus “col. Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo”, che nello Statuto ha pure quello di sollecitare alla difesa dei beni artistici e storici, da almeno tre anni ne sollecita un adeguato intervento di recupero, perché oltre a conservare una struttura legata alla storia monregalese, giacchè esso risale sicuramente almeno al 1600 e potrebbe pure rappresentare uno spunto al turismo, poiché il quartiere ospita pure la pala lignea della Madonna di Mondovì, l’apposta dal console regio a Boston, Luigi Melano Rossi, verso il 1911 restaurata dall’associazione “Amici di piazza”, un tempo coronata da rose in ceramica, offerti dai ceramisti che negli anni del ‘900 vivevano nei paraggi e in parte rifatti dagli artigiani artisti.
Si nota pure la targhetta in ricordo del m.lllo Foglio, ucciso dalle truppe titine, sul finire della ultima guerra, mentre era in servizio a Trieste occupata dalle truppe Jugoslave, ed ancora si potrebbe inserire qualche pannello documentario della Bottega di mascalgia di Ercole.
Rossi, fratello del diplomatico. Infine sarebbe pure possibile di aggiungere un richiamo per una vasta raccolta di vini di ogni nazione, conservata in una cantina.
Le assemblee dei tre condomini pare non vogliano accollarsi le spese per le ricerche d’archivio, sicuramente tutt’altro che banali, tra vari enti pubblici, dal Catasto alla delle Ipoteche. Il comune neppure ritiene di intervenire, ritenendo che la particella sia di proprietà privata.
Qualche mese addietro si è pure verificato un incidente, quando un autocarro ha lesionato il pozzo e la difficoltà di individuare la proprietà ostacola fianco la liquidazione. La competente sovrintendenza ha espresso parere tecnico-giuridico ben motivato. Sarebbe certamente un gran peccato che il tempo che passa causasse il definitivo degrado a questa struttura che serviva il quartiere intero ed è l’ultimo in città.
Nella vicina piazza Roma esisteva un altro pozzo ed è stato adattato dalla proprietà, i Padri filippini, ad elegante fioriera.
Per il pozzo di vicolo del teatro sarà come la storia de “Secchia rapita”?
Un cordiale saluto
Romolo Garavagno





