Attualità - 10 marzo 2026, 16:04

Mak P - la tradizione dei cento giorni alla Maturità

Scatta oggi, 10 marzo, il countdown per tanti maturandi, che guardano il futuro con fiducia

Disegno di Pierobello

Disegno di Pierobello

Il conto alla rovescia ha inizio: oggi, 10 marzo, mancano esattamente cento giorni alla Maturità. L’esame di stato è un giro di boa per gli studenti di quinta superiore. Una data che viene celebrata con eventi e manifestazioni organizzate ad hoc, come augurio di buona sorte e per esorcizzare la paura della prova che li attende.

Questo momento ha un nome che ormai è diventato una tradizione: Mak P 100. Non è solo una festa. Non è soltanto un numero. È qualcosa di più profondo: il giorno in cui un’intera generazione si accorge che sta per diventare grande. Perché dentro le risate, le foto, la musica e l’energia di ragazze e ragazzi in realtà c’è il passaggio di testimone tra il presente e il futuro.

Il mondo spesso si racconta attraverso la cronaca, i problemi, le polemiche. Ma giornate come questa ricordano a tutti una verità semplice: la ricchezza più grande di una società sono i suoi giovani.

Come mai si festeggiano i 100 giorni? La cifra tonda non c’entra nulla con il voto più alto - 100 appunto - che può essere assegnato ai maturandi. E questo perché l’usanza esisteva anche quando gli studenti potevano essere promossi al massimo con 60. Tutto ha inizio dal Mak P: la storia dice che nel 1840 i corsi dell'Accademia Militare di Torino cominciarono ad avere durata triennale. Così gli allievi iniziarono a fare il conto alla rovescia dei giorni, organizzando una festa per il Mak P 100, che suona così anche nel dialetto piemontese per indicare “solo più 100”.

Dal 1840 ad oggi sono cambiate molte cose e quell’antica tradizione militare si è diffusa a tutti gli studenti, trasformandosi in un giorno di festeggiamenti, ricordi e anche tanta malinconia.

Cento giorni alla fine di un capitolo, un grande respiro collettivo prima dell’ultimo tratto di strada. Un’occasione in cui ragazzi e ragazze celebrano l’amicizia, il percorso fatto insieme e la consapevolezza che da qui in avanti tutto sarà diverso.

Qualcuno partirà per l’università, qualcuno resterà, qualcuno proverà a inseguire un sogno lontano. Ma oggi sono tutti lì, nello stesso momento della vita, con la stessa miscela di emozioni: entusiasmo, paura, libertà.

E tra cento giorni arriveranno gli esami. Poi l’estate. Poi la vita vera. Perché il Mak P 100 è questo. È il tempo in cui ogni giovane guarda negli occhi il suo futuro e lo vede sorridere.

Silvia Gullino

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