Attualità - 10 marzo 2026, 06:03

L'INTERVISTA / Yasmine Cissé, prima donna presidente della Consulta Giovanile di Cuneo

Studentessa di 22 anni, rappresentante dell’associazione APICEUROPA, è stata eletta giovedì 19 febbraio. “Spero di aver spianato la strada alle donne che verranno dopo di me”, racconta al nostro giornale

Nella foto Yasmine Cissé, prima presidente donna della Consulta Giovanile di Cuneo

Nella foto Yasmine Cissé, prima presidente donna della Consulta Giovanile di Cuneo

Yasmine Cissé è la prima donna presidente della Consulta Giovanile di Cuneo, istituita, o meglio rifondata nel 2019. Infatti, a dover di cronaca, un’altra Consulta Giovanile a Cuneo era già esistita, nei primi anni 2000, e, per un certo periodo, c’era già stata una donna: Chiara Gribaudo, oggi deputata e vicepresidente del Partito Democratico.

La Consulta Giovanile è un’istituzione del Comune di Cuneo pensata per dare voce ai giovani: per entrare a farne parte bisogna avere dai 15 ai 35 anni e far parte di una realtà associativa o di una scuola. I membri di diritto dei plessi scolastici sono i rappresentanti d’istituto.

Giovedì 19 febbraio si sono svolte le elezioni, che hanno ridisegnato il direttivo della Consulta. Dopo tre anni e mezzo di mandato, Gabriele Farina, presidente uscente e rappresentante della Pastorale Giovanile, è stato eletto come nuovo vicepresidente, passando il testimone a Yasmine Cissé. La segreteria è stata affidata a Claudia Lopetuso, dell’Accademia dei Giocatori, mentre a completare il direttivo i tre consiglieri Luca Bellini (Arcigay Grandaqueer), Lorenzo Tangorra (FabLab) e Gabriele Bagnis (Libera Voce).


 

Di seguito l’intervista a Yasmine Cissé realizzata dal nostro giornale:



 

Sei la prima presidente donna della Consulta Giovanile di Cuneo? Perché, secondo te, non è successo prima?

"Penso che, in generale, per le donne sia difficile entrare in contesti prevalentemente maschili, perché quando non c’è rappresentanza ci si sente inadeguati rispetto a un luogo. Dopodiché, essendo un ruolo istituzionale, si hanno determinate responsabilità e questo è un motivo che rende difficile buttarsi e avere coraggio di rompere gli schemi."


 

Come mai hai deciso di rompere questi schemi?

"Io ho deciso di buttarmi per diversi motivi: innanzitutto perché mi volevo mettere in gioco per una posizione importante, un ruolo che ha molto più significato a 22 anni, rispetto a quando sei un po’ più grande. In questi contesti si può imparare molto dalle diverse esperienze che si fanno e, quindi, sapevo ne sarebbe valsa la pena. Inoltre, avendo visto poca rappresentanza femminile, ho pensato che ci fosse bisogno di qualcuno che avesse il coraggio di rompere gli schemi, anche per rendere la strada più spianata per le donne che verranno dopo."


 

Avevi già maturato degli anni di esperienza all’interno della Consulta o era la prima volta che ti interfacciavi con questo mondo?

"Non è la prima volta che entro in Consulta, essendoci già stata come rappresentante del Grandis prima e di APICEUROPA dopo, ma questo è il mio primo ruolo nel direttivo."


 

Alle superiori avevi già sperimentato cosa vuol dire rappresentare un gruppo di ragazzi?

"Nella mia carriera scolastica sono stata per due volte rappresentante di classe, tuttavia, seppur i rappresentanti d’istituto sarebbero i membri di diritto per la Consulta, essendo che non c’era ancora un rappresentante al Grandis che rappresentasse la scuola, quando una consigliera che sapeva di questa opportunità mi ha proposto di entrarci ho accettato. Da lì, nel 2024, è iniziato il mio percorso."


 

Cosa prevedi di fare durante questo periodo di presidenza?


 "Fin da subito abbiamo iniziato a lavorare su diversi aspetti, in particolare curare meglio la comunicazione. Soprattutto durante l’ultimo anno, la Consulta ha avuto delle difficoltà a catturare l’attenzione dei ragazzi, soprattutto i più giovani. La comunicazione è uno strumento fondamentale e, oltre ad andare a parlare a tu per tu con gli studenti a scuola, vogliamo cambiare la pagina della Consulta sui vari social, in particolare su Instagram, che è il social per eccellenza per i giovani. Potrebbe essere un modo per comunicare con un canale più diretto. Inoltre, stiamo pensando, seppur sia ancora in fase di progettazione, a delle attività per i giovani sul territorio, che li facciano sentire parte integrante e attiva della propria città."


 

Il tuo ruolo è legato ai tuoi studi o ai tuoi interessi personali?


"A livello di studi, mi è sempre interessato molto il diritto, soprattutto negli ultimi due anni, quando ho capito che mi sarebbe piaciuto studiarlo all'università. Il mio ruolo è soprattutto collegato, però, ai miei hobby, perché mi sono sempre interessata alle materie sociali e tutto ciò che riguarda il progresso e il cambiamento. La mia posizione è anche di progresso, secondo me, e quindi si collega molto alla mia personalità che è incline a questi argomenti.

Dopodiché, il mio mandato dura fino al 2028 e, volendo, potrei ricandidarmi."


 

Pensi che diventare prima Presidente della Consulta e poi candidarti alle elezioni politiche siano due decisioni che possono essere collegate?


 "Sicuramente c’è un nesso tra le due e non escludo questa possibilità. Due anni fa, pensando al futuro, credevo che la politica potesse essere la mia strada: alla fine si è concretizzato tutto effettivamente molto prima di quanto pensassi. Non nego che mi potrebbe piacere entrare in un partito e avere dei ruoli partitici e politici, ma ora preferisco concentrarmi sulla Consulta. Abbiamo tanti progetti in mente e dobbiamo cercare di portarli a termine, perché dei piani che non vengono concretizzati nel profondo non portano a risultati positivi."


 

Credi che la Consulta Giovanile sia il modo migliore per portare avanti idee e progetti senza colore politico?


 "Assolutamente, perché in Consulta abbiamo idee politiche molto diverse l’uno dall’altro, però abbiamo come obiettivo comune fare qualcosa di pratico per i giovani che possa servire a loro. Dietro alle proposte che porteremo non ci sarà nessun colore politico, ma solo la volontà di attirare e incoraggiare i giovani alla partecipazione civile della propria città."


 

Qual è il tuo ruolo all’interno di APICEUROPA?


 "Sono una volontaria all’interno di APICEUROPA e, per ora, mi sono prevalentemente concentrata sulla scrittura di articoli. Mi fa molto piacere far parte di questa realtà associativa, perché comunque parla di temi che mi interessano molto e che sono soprattutto molto attuali."


 

Pensi che, come associazione culturale, possa ottenere un ruolo importante dal punto di vista della comunicazione dell’informazione locale, soprattutto spiegando eventi attuali e internazionali per mezzo dei giovani?


 "Assolutamente sì, perché è un’associazione con un gruppo di lavoro che sta diventando sempre più importante. Inoltre, APICEUROPA mette al centro i giovani nella propria produzione e negli ultimi tempi, oltre al lavoro delle news, si sta lavorando molto sui reel che mettono davanti alla telecamera dei ragazzi che raccontano le situazioni di attualità. Penso che nei prossimi anni crescerà, ma già oggi ha un ruolo veramente importante."


 

Alla fine del tuo mandato sarai felice se…


 "Sarò felice se, fermando un giovane per strada, mi saprà dire cos’è la Consulta e ne parlasse con il sorriso. 

Sarò felice se ci saranno dei feedback positivi da parte dei giovani, che si sentiranno più rappresentati e che capiranno per una volta che non sono solo destinati alle decisioni ma sono persone capaci di creare il loro presente e il loro futuro.

Mi piacerebbe conoscessero l’insieme delle realtà che compongono Cuneo, che non sono poche, ma di cui non si parla mai abbastanza.

Infine, sarò felice se effettivamente io, insieme a tutto il resto della Consulta, riusciremo ad aver avuto questo impatto sul mondo giovanile cuneese."

Tommaso Puggioni

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