Al carcere Cerialdo di Cuneo, questa mattina, si è celebrata la festa per il 209° anniversario della fondazione della Polizia penitenziaria.
La cerimonia si è aperta con la lettura del messaggio del capo dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, Stefano Carmine De Michele, al personale. Parole che danno la misura di quanto sia delicato e complesso il lavoro della Polizia penitenziaria, che si svolge "nelle sezioni, nei corridoi degli istituti, nelle garitte, nei servizi di traduzione e piantonamento, nei servizi esterni, nelle tante articolazioni in cui il Corpo opera. A voi che ogni giorno tornate nello stesso posto e, proprio per questo, compiete qualcosa di straordinario. Lo Stato, dentro gli istituti penitenziari, ha il vostro volto, con la vostra professionalità e il vostro senso del dovere. È attraverso il vostro servizio quotidiano che lo Stato continua, infatti, a essere presente, autorevole e credibile nei luoghi più difficili e delicati della Repubblica".

I DATI DEL 2025
E' stato il dottor Daniele Cutugno, comandante della polizia penitenziaria del Cerialdo, a tracciare un bilancio di quanto fatto nel corso del 2025, un anno caratterizzato dal superamento delle difficoltà legate alla gestione dell'utenza più facinorosa e ad un più efficace contrasti del fenomeno dell'introduzione di stupefacenti e apparecchi per le comunicazioni.

Sono stati 721 i nuovi ingressi e 709 le dimissioni. La popolazione totale delle quattro carceri della provincia è di 900 unità, di cui 400 sono a Cuneo.
I telefoni sequestrati sono stati 115, 22 gli episodi di rinvenimento di sostanze stupefacenti trovati nelle camere di pernottamento o nei pacchi inviati dai familiari e 25 i coltelli e oggetti contundenti trovati.
In generale, sono state 5.079 le perquisizioni ordinarie e 4 quelle straordinarie, di cui tre nel carcere di Cuneo.
Un risultato importante è stato anche la riduzione degli eventi critici, in particolare quelli autolesivi.

L'INTERVENTO DEL DIRETTORE DOMENICO MINERVINI
Il direttore del Cerialdo ha esordito evidenziando la particolarità e la complessità della provincia di Cuneo, essendo l’unica in Italia ad avere quattro istituti penitenziari differenti.
Tra questi, Alba, attualmente operativo a ranghi ridotti, dovrebbe riaprire a pieno regime entro settembre 2026, dopo oltre dieci anni di lavori. Una riapertura necessaria anche per far fronte alla carenza di posti per internati, attualmente circa 40, considerati ad alta pericolosità.
Fossano si caratterizza per un regime a custodia attenuata, orientato al recupero e alla formazione; Saluzzo ospita invece detenuti appartenenti al circuito di alta sicurezza.
Il bilancio per Cuneo viene definito positivo, soprattutto sul piano della prevenzione, che ha consentito il sequestro di droga, armi e telefoni.
Tuttavia, resta una criticità strutturale: la presenza di personale con meno di due anni di servizio, una condizione che, pur non ideale, viene letta con soddisfazione per l’impegno dimostrato.

Permane il problema del sovraffollamento, aggravato da una percentuale di detenuti stranieri che supera il 60%, contro una media nazionale del 43%.
Si aggiunge l’ipotesi di riorganizzazione del carcere di Cuneo, con il possibile trasferimento dei 45 detenuti del 41 bis e la loro sostituzione con circa 150 detenuti di media e alta sicurezza, portando la capienza complessiva a 500 presenze rispetto alle attuali 400. Una prospettiva che comporterebbe ulteriori difficoltà, anche sul piano sanitario.
Il possibile incremento del 25% della popolazione detenuta al Cerialdo rende necessari nuovi investimenti e iniziative. Il territorio si dimostra attento e sensibile, ma serve fare di più, soprattutto sul fronte dei progetti rieducativi e lavorativi, per rendere la pena realmente utile.
Una parte consistente dei detenuti è composta da persone con dipendenze da sostanze stupefacenti o psicofarmaci. Preoccupante anche la presenza di giovani, spesso di seconda generazione, con un rischio di recidiva molto elevato.
Un quadro complesso, che richiede equilibrio tra fermezza e umanità, tra controllo e possibilità di reinserimento.
GLI ENCOMI CONSEGNATI DAL PREFETTO MARIANO SAVASTANO
Al Sostituto Commissario Spinardi Marino
Al Sovrintendente Aimar Claudio entrambi in servizio presso la Casa di Reclusione di Fossano
all’Assistente Capo Coord. Pallotta Giorgio,
all’Assistente Capo Coord. De Masi Pasquale,
all’Assistente Capo Coord. Golino Andrea,
all’Assistente Capo Coord. Gioi Ignazio
All’Assistente Capo Coord Maccioni Stefano Celestino tutti in servizio presso la Casa di Reclusione di Alba
per la seguente motivazione:
“In attività di servizio da 38 anni, ha dato lustro all’Amministrazione, dimostrando encomiabili competenze professionali e spiccate capacità operative”.













