Scuole e corsi - 20 marzo 2026, 14:26

Unitre Cuneo, due appuntamenti tra fede e tradizioni d’Italia

Il 23 e 26 marzo si parlerà di storie di uomini e della razza bovina siciliana Cinisara

Unitre Cuneo, due appuntamenti tra fede e tradizioni d’Italia

Unitre Cuneo propone, per lunedì 23 marzo 2026 alle 15,30, al Cinema Monviso, in esclusiva ai propri Associati, il nuovo documentario di Remo Schellino “In verità vi dico, storie di uomini”, il ritratto di sei parroci che raccontano la scelta vocazionale con le proprie fatiche esistenziali, i dubbi, le certezze.

Chi è la persona che vive sotto i paramenti sacri? Chi sono e che cosa fanno i parroci?

Domande non banali in questi tempi non facili, in cui tutti, per vari motivi siamo alla ricerca di chiarezze che spesso mancano.

Papa Francesco si rivolge alla sua Chiesa, talora impaurita, e la invita ad avventurarsi in tutte le periferie, a partire da quelle “esistenziali”, che offrono una prospettiva migliore per vedere e capire.

Il Pontefice preferisce una Chiesa incidentata frequentando territori di umanità variegata, ad una Chiesa ingessata che rischia di perdere il contatto con la realtà. Propone uno sguardo dal basso, dunque, dove si respirano il passato, il presente ed il futuro.

Traccia un percorso anche innovativo e forse spiazzante, per una Chiesa, nei suoi pastori, povera, aperta, ponendosi anche la prospettiva di un ruolo nuovo da riconoscere ed affidare alle donne.

Giovedì 26 marzo, sempre alle 15,30 al cinema Monviso, si tratterà l’argomento “La razza bovina Cinisara: storia, tradizioni e gusti della Sicilia”.

La razza bovina Cinisara ha radici profonde nella storia siciliana. Da sempre allevata in modo intensivo, ha accompagnato nei secoli la crescita e lo sviluppo delle comunità rurali, giocando un ruolo cruciale nella loro economia. Parte integrante nella storia e del patrimonio siciliano, la vacca nera siciliana o cinisara è una razza bovina autoctona a duplice attitudine, latte e carne. Tracce della presenza di bovini con caratteristiche morfologiche simili, sono documentate negli archivi dell’Abbazia benedettina di San Martino delle Scale di Palermo, sin dal 1200.

Nel tempo l’adattamento all’ambiente arido ed alle particolari condizioni climatiche del nord ovest della Sicilia, ha contribuito a differenziare la Cinisara come ecotipo locale.

L’origine del nome cinisara proviene da Cinisi, che a sua volta deriva dall’arabo Ginisti, una polvere di carbone fossile che si estraeva sulle colline limitrofe alla costa occidentale, che veniva utilizzata per scaldare le abitazioni.

Non è una vacca nata per la stabulazione fissa, vive allo stato brado e si arrampica sulle scoscese colline siciliane, sfruttandone gli aspri pascoli delle aride alture pietrose, che sovrastano la costa occidentale. Il latte è ricco di polifenoli, terpeni, acidi grassi insaturi, Omega 3 e 6, e molecole dalle proprietà antiossidanti.

Gli aromi tipici delle essenze foraggiere della macchia di cui gli animali si nutrono, uniti allo iodio della brezza marina, gli conferiscono caratteristiche inconfondibili. E’ principalmente utilizzato per la caseificazione, seguendo metodi tradizionali, di prodotti tipici quali il caciocavallo palermitano, formaggio tipico a pasta filata, ma anche mozzarelle, caciotte con la forma tipica di vastedda oppure provole a goccia.

Tutti i prodotti ottenuti dal latte di Cinisara sviluppano sentori particolari con note di agrumi, sali e fieno secco, tipici della macchia mediterranea. I vitelli seguono le madri al pascolo fino allo svezzamento, che avviene intorno ai dieci mesi di età.

La qualità della carne è legata proprio alle modalità di allevamento allo stato brado: è ricca di antiossidanti e sali minerali, ha colore rosso, è sapida e gustosa.

Nel 2005 è stato fondato il Consorzio di Tutela della Carne Bovina Cinisara e suoi derivati, che ha tra i suoi obiettivi la tutela della razza e la valorizzazione delle sue produzioni.

Questo traguardo rappresenta una tappa importante dell’evoluzione di una razza caratterizzata da una forte adattabilità al territorio, valorizzandone le produzioni tipiche e le tradizi9oni agro-silvo-pastorali.

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