In occasione della Giornata Mondiale dell'Acqua, istituita dalle Nazioni Unite e celebrata il 22 marzo, Francesco Tanasi, segretario nazionale Codacons, richiama l'attenzione su una criticità che in Italia continua ad avere effetti concreti su famiglie, territori e qualità dei servizi.
Per il 2026, il tema indicato da UN-Water è "Water and Gender", a conferma di come l'accesso all'acqua non riguardi solo l'ambiente, ma anche equità, diritti e condizioni di vita.
"L'acqua è una risorsa essenziale e un diritto che deve essere garantito in modo efficiente, continuo ed equo – afferma Francesco Tanasi –. I dati più recenti disponibili fotografano invece un sistema che presenta ancora ritardi, fragilità infrastrutturali e disservizi che non possono più essere sottovalutati".
"L'ultimo dato ufficiale disponibile sulle perdite idriche totali in distribuzione indica un valore del 42,4% – prosegue Tanasi –. Un livello gravissimo, che comporta la dispersione di una quota enorme dell'acqua immessa in rete prima ancora che raggiunga utenti e famiglie".
"Alle perdite si aggiungono i disservizi percepiti dai cittadini: secondo i dati più recenti diffusi dall'Istat, nel 2025 oltre 2,7 milioni di famiglie, pari al 10,2% del totale, dichiarano irregolarità nell'erogazione dell'acqua nelle abitazioni – spiega Tanasi –. Nel 2024, inoltre, oltre un milione di residenti nei capoluoghi di provincia e città metropolitana è stato interessato da misure di razionamento, con criticità concentrate soprattutto nel Mezzogiorno e in particolare in Sicilia".
"Anche il peso economico del servizio resta un nodo concreto – aggiunge Tanasi –. Secondo le ultime rilevazioni disponibili, il 39,8% delle famiglie giudica elevati i costi sostenuti per l'erogazione dell'acqua. È il segnale di un disagio reale che impone investimenti, modernizzazione delle reti e una gestione più efficiente e trasparente".
"Non è più tollerabile che un bene primario come l'acqua venga compromesso da sprechi, ritardi e inefficienze strutturali. Occorre accelerare sugli interventi, ridurre le perdite, prevenire i razionamenti e garantire standard adeguati su tutto il territorio nazionale" – conclude Tanasi.





