Politica - 22 marzo 2026, 11:04

Saluzzo, minoranze all’attacco sull’Ala ottocentesca di piazza Cavour

I consiglieri di opposizione hanno inoltrato una formale diffida al sindaco. “Abbiamo sollevato la questione un anno fa e siamo ancora in attesa di risposta. Le infiltrazioni d’acqua – denunciano - stanno deteriorando la struttura”

Il tetto ammalorato dell'Ala piazza Cavour

Il tetto ammalorato dell'Ala piazza Cavour

Ad un anno esatto dall’interrogazione sull’Ala di ferro di Piazza Cavour, con la quale si chiedeva un impegno dell’amministrazione a fronte di un evidente degrado del bene, le minoranze tornano all’attacco.

Lo fanno con una formale diffida al sindaco, chiedendogli di adempiere urgentemente agli obblighi a tutela del bene e che la legge gli impone.
Anche la Sovrintendenza alle Belle arti é stata per questo coinvolta.


 

Da tempo - scrivono i consiglieri Capitini, Conte, Damiano, Daniele, Giordana e Sanzonio - sono state segnalate diffuse criticità, con infiltrazioni d’acqua, deterioramento della copertura e sembrerebbe della struttura, con quadri elettrici esposti e parte vetrata parzialmente assente o rotta”.

Dopo dodici mesi senza aver ricevuto riscontri, con un degrado che sembrerebbe aggravarsi di giorno in giorno, le minoranze non ci stanno e denunciano la situazione.
 

Non saremo complici dell’inerzia di questa amministrazione - affermano i sei consiglieri -. Di fronte al pericolo di deterioramento irreparabile di un bene prezioso, amato dai saluzzesi come luogo di mercato, ma anche di festa e socialità risalente alla seconda metà dell’ ‘800, diciamo basta: pretendiamo atti concreti e non più rinviabili. Vogliamo davvero perdere – si chiedono retoricamente gli esponenti dell’opposizione - questo bene storico, patrimonio di tutta la comunità?

Il Codice dei beni culturali (Dlgs 42/2004) sembrerebbe molto chiaro nell’evidenziare le responsabilità di chi abbia in carico un bene monumentale e lo trascuri. Se non lo facesse il Comune potrebbe subentrare addirittura la Sovrintendenza, con la conseguente possibile individuazione di responsabilità non solo erariali, ma anche più gravi in capo al sindaco.

cs

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