Dopo un quarto di secolo alla guida di Tenda, Jean-Pierre Vassallo esce sconfitto dalle elezioni comunali 2026.
A imporsi nel comune più importante della francese Val Roya è Sylvie Calvin-Moreau, prima donna sindaca nella storia del paese, con il 56,73% dei voti. Un risultato che segna una svolta storica per la valle e mette fine a una lunga stagione politica che ha avuto nella dimensione transfrontaliera, e nel legame con la provincia di Cuneo, uno dei suoi tratti distintivi.
Vassallo non è stato soltanto un amministratore locale, ma una figura simbolo di un territorio che vive quotidianamente tra Francia e Italia. Per anni ha incarnato l’idea di una comunità senza confini rigidi, sostenendo con forza la cooperazione con la Granda e rivendicando una identità europea “ante litteram”, dove le relazioni tra vallate contano più delle linee sulle mappe.
Figura spesso discussa, mai banale, Vassallo è stato un politico diretto, abituato a “dire pane al pane e vino al vino”, anche a costo di risultare scomodo. Un tratto che gli ha garantito consenso per lungo tempo, ma che negli ultimi anni, complice anche una percezione di distanza da alcune frazioni come Vievola e San Dalmazzo, ha contribuito a incrinare il suo rapporto con parte dell’elettorato. Proprio i voti di St. Dalmas si sono rivelati decisivi nella sconfitta.

Tra i capitoli più significativi della sua amministrazione resta la gestione della tragedia dell’alluvione del 2020. Indelebili le immagini del 7 ottobre, quando accolse a Tenda il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, arrivato in elicottero tra strade distrutte e ponti crollati.
Fu Vassallo a guidarlo tra le ferite della valle, dando voce a una comunità isolata e stremata. In quell’occasione sollecitò interventi immediati e concreti, ottenendo promesse che si tradussero in stanziamenti importanti: oltre 100 milioni di euro iniziali e un impegno statale destinato a crescere nei mesi successivi.
Non meno centrale è stato il suo ruolo nel dossier del Tunnel di Tenda, vera arteria vitale per i rapporti con l’Italia. Vassallo è stato tra i più tenaci sostenitori della necessità di una riapertura sicura e funzionale, spesso con toni duri verso ritardi e incertezze.
Celebre la sua definizione della riapertura come “un non evento” e “un miracolo”, a sottolineare quanto quell’infrastruttura rappresenti non un traguardo, ma una riparazione dovuta a un territorio penalizzato.
Nel corso degli anni ha mantenuto un dialogo costante con le istituzioni francesi e italiane, dalla Commissione intergovernativa fino ai ministeri, insistendo su sicurezza, tempistiche e condizioni di transito adeguate alla vita quotidiana della valle. Anche negli ultimi mesi del suo mandato aveva rilanciato richieste concrete, come l’ampliamento delle fasce orarie di apertura.
La sconfitta arriva in un contesto di cambiamento, con una parte della popolazione che ha scelto discontinuità dopo 25 anni di amministrazione. Calvin-Moreau ha costruito il proprio successo su un messaggio di rinnovamento e maggiore presenza sul territorio, intercettando il bisogno di ascolto e di una nuova fase.
Resta però l’eredità politica di Vassallo: quella di un sindaco che ha fatto della frontiera un punto di forza, costruendo ponti – spesso anche simbolici – tra Tenda e la provincia di Cuneo. Un rapporto che, al di là del risultato elettorale, continua a rappresentare uno degli assi portanti della vita della valle Roya.





