Economia - 25 marzo 2026, 13:23

La crisi in Iran spinge il Piemonte nelle braccia del Regno Unito: le nostre aziende a lezione di inglese

Uk business forum a Torino con i rappresentanti dell’ambasciata britannica: “Rafforziamo gli scambi”. E nell’ultimo anno nessuno ha investito tanto in regione come la Gran Bretagna

La crisi in Iran spinge le aziende piemontesi a lezione di inglese

La crisi in Iran spinge le aziende piemontesi a lezione di inglese

Guardare (e andare) ancora di più oltre Manica in un periodo in cui ai confini orientali dell’Europa e del mondo la situazione si complica. Questo è il senso dello Uk business forum ospitato oggi a Torino, per stringere ancora di più i legami tra il Regno Unito e il tessuto produttivo piemontese.

Si può fare di più 

Il Piemonte stava andando bene prima della guerra in Iran, ora è difficile dirlo in questo marasma totale. I rapporti con il Regno Unito sono buoni, ma si può fare ancora di meglio con auto, cibo e altri settori”, dice il presidente di Confindustria Piemonte, Andrea Amalberto. “Il Piemonte ospita già molte multinazionali - aggiunge -, ma incontri come questi possono aiutare a rafforzare ancora di più le presenze”.

Nessuno come il Regno Unito

Piemonte e Regno Unito non si incontrano per la prima volta, ma è un rapporto che ha radici profonde. E siamo una delle regioni più attrattive per gli investimenti, anche secondo il Financial Times”, dice Giuliana Fenu, dirigente della Regione con la responsabilità della competitività del sistema regionale. “Tra i potenziali investitori UK è il Paese più quotato come potenzialità di investimento e nel 2024 è già stato il primo Paese per arrivi di imprese e capitali sul nostro territorio. Dobbiamo consolidare ulteriormente le nostre collaborazioni: non siamo più una regione che aspetta, ma andiamo a cercare i partner migliori. Siamo stati di recente a Londra e ci torneremo: con l’attuale situazione geopolitica i rapporti non possono che accelerare”.

Moka e gemellaggi (ma non solo)

Per me è la prima volta in Piemonte, ma sento questa terra nel mio sangue - confida David Burton, responsabile per l’ambasciata britannica a Roma - Una ragazza italiana in Erasmus mi ha insegnato a fare il caffè con la moka e Lavazza e Torino è gemellata con la mia Glasgow. Con questi incontri si possono creare condizioni di apertura internazionale reale. Il Piemonte ha tradizione industriale e manifatturiera, ma anche una crescente attenzione all’innovazione e alla tecnologia. Dobbiamo imparare da zone europee come Torino”. 

“Dobbiamo lavorare insieme - prosegue - siamo ciascuno parte della soluzione reciproca”.

I numeri parlano chiaro: seguendo la vocazione locale, i mezzi di trasporto rappresentano una delle principali voci dell’export regionale verso il Paese oltremanica, seguiti da macchinari e apparecchiature industriali (che nel 2024 superavano i 430 milioni) e dai prodotti alimentari, bevande e tabacco, comparto che mostra una maggiore resilienza rispetto ad altri settori manifatturieri. 

Riflettori accesi dunque su automotive, elettronica, aerospazio, tecnologie industriali e settore finanziario. Nel 2025 l'interscambio commerciale tra Piemonte e Regno Unito è stato pari a 3,3 miliardi. L'export piemontese verso i Paesi di Oltre manica sono avvenuti per un valore di 2,44 miliardi, con un saldo commerciale positivo di 1,58. Per quanto riguarda la sola Torino, invece, l'interscambio commerciale è stato di 1,43 miliardi, con esportazioni pari a 1,02 miliardi. Il saldo commerciale è stato invece positivo per 625,6 milioni di euro.

Alternativa ai Paesi Arabi

Sono tante le opportunità che vedono il Regno Unito come mercato di sbocco - dice Alessandro Battaglia, presidente commissione internazionalizzazione di Confindustria Piemonte - Rispetto a due anni fa, l’importanza del mercato UK è salito enormemente: dal quarto al secondo posto tra i Paesi extra Ue e dal nono al quinto tra i mercati totali. Nell’ultima parte del 2025 le zone arabe stavano affermandosi, ma ora perdono inevitabilmente importanza. Bisogna consolidare la presenza su mercati che garantiscono stabilità economica”.

E Giorgia Garola, vicepresidente Internazionalizzazione per l’Unione Industriali di Torino, aggiunge: “C’è un relazione forte tra i nostri Paesi e la bilancia commerciale lo conferma. Siamo una regione esportatrice, ma anche una di quelle in cui si investe di più da Uk. Dobbiamo generare opportunità sempre più concrete”.

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