Eventi - 27 marzo 2026, 18:54

“Immersione nella luce”: a Fossano l’arte di Franco Blandino indaga il confine tra visibile e trascendente

Dal 4 al 26 aprile nella chiesa di San Giovanni, la nuova mostra della rassegna grandArte “I confini del sacro” propone un percorso pittorico in cui la luce diventa simbolo di spiritualità e ricerca interiore

“Immersione nella luce”: a Fossano l’arte di Franco Blandino indaga il confine tra visibile e trascendente

La mostra “Immersione nella luce” si presenta al pubblico come il quindicesimo evento organizzato da grandArte nell’ambito della rassegna “OMG - grandArte 2025-2026 - I confini del sacro” che proporrà una serie rappresentativa di altre esposizioni d’arte in numerose località dell’intera provincia nel corso degli anni 2025-2026. La mostra sarà visitabile dal 4 al 26 aprile 2026 (escluse le festività del 5 e 6 aprile) dal venerdì alla domenica dalle 17:30 alle 19:30 ingresso libero La mostra è organizzata in collaborazione con Comitato Borgo Vecchio, l’Assessorato alla Cultura del Comune di Fossano, la Fondazione e la Cassa di Risparmio di Fossano spa.

Il primo evento d’arte 2026 in San Giovanni a Fossano vede il ritorno dell’artista fossanese Franco Blandino, medico di base, noto in città per la grande dedizione e professionalità.

La sua pittura si colloca in una ricerca artistica che interroga la dimensione del sacro in un tempo profondamente secolarizzato. Il suo lavoro non si limita a proporre immagini devozionali in senso tradizionale, ma tenta piuttosto di restituire un sentimento più ampio di spiritualità: uno spazio interiore in cui stupore, inquietudine e tensione verso il trascendente si manifestano attraverso il linguaggio della pittura.

In questa prospettiva, l’elemento centrale della sua ricerca appare essere la luce. Essa non è semplicemente un fattore tecnico o compositivo, ma assume un valore simbolico e quasi teologico. Nelle opere di Blandino la luce sembra provenire dall’alto, come una sorgente che irradia la scena e al tempo stesso attrae le figure verso di sé. Si configura così come metafora del trascendente, come segno di una tensione spirituale che attraversa lo spazio pittorico e orienta lo sguardo dello spettatore.

Questa dimensione emerge con particolare evidenza in opere come “De profundis clamavi”, dove la luce diventa elemento generatore dell’immagine e principio di elevazione. Attorno a essa si organizza un caleidoscopio cromatico che non ha soltanto funzione decorativa, ma contribuisce a costruire un’atmosfera di ricerca e di attesa, quasi una soglia tra il visibile e l’invisibile.

Anche nelle opere grafiche e nei fumetti, spesso realizzati in bianco e nero, l’artista dimostra una notevole consapevolezza del valore espressivo della luce. Gli spazi bianchi, i contrasti con l’inchiostro e le improvvise aperture luminose tra rami o paesaggi suggeriscono una presenza silenziosa, una traccia del sacro che affiora nel quotidiano.

Ciò che caratterizza la poetica di Blandino è dunque la capacità di far emergere il sacro non tanto attraverso soggetti esplicitamente religiosi, quanto tramite un uso simbolico della luce e del colore. Il sacro diventa così esperienza percettiva e interiore: una vibrazione luminosa che attraversa le forme e invita lo spettatore a cogliere, anche nella realtà più ordinaria, un riflesso di trascendenza.

Rivolgo, quindi, un invito a non perdere questa “immersione nella luce” che ci viene proposta, con la visita della mostra in Borgovecchio.

c.s.

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