Scuole e corsi - 01 aprile 2026, 11:59

Il Politecnico di Torino lancia il primo Master in Europa per ridurre e gestire i rischi legati ai disastri naturali e antropogenici

Insegna a valorizzare il patrimonio culturale come leva di resilienza dei territori con un approccio innovativo. Le iscrizioni sono aperte fino al 30 aprile

Il Politecnico di Torino lancia il primo Master in Europa per ridurre e gestire i rischi legati ai disastri naturali e antropogenici

Il patrimonio culturale, riconosciuto a livello globale anche attraverso la Convenzione UNESCO, rappresenta oggi una risorsa strategica non solo per la conservazione della memoria, ma anche per lo sviluppo sostenibile e la capacità delle comunità di affrontare le sfide contemporanee. 

Per ridurre e gestire i rischi legati ai disastri naturali e antropogenici, inclusi i rischi climatici,  il Politecnico di Torino lancia il Master Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities, promosso dalla Scuola di Master e Formazione Permanente nell’ambito del progetto europeo Horizon Europe RESILIAGE. Si tratta del primo Master in Europa che si pone l’obiettivo di formare professionisti in grado di integrare tecnologie digitali, analisi dati e strategie di disaster risk reduction per supportare istituzioni, organizzazioni e comunità locali nel creare processi partecipativi e utilizzare strumenti digitali per valorizzare insieme il patrimonio culturale dei territori (in particolare quello più riconosciuto come elemento vivo dalle comunità) come fattore di mitigazione, resilienza e ripresa in contesti sempre più esposti a rischi di disastri ed eventi climatici estremi. 

Il Master propone un approccio innovativo che supera la visione tradizionale del patrimonio come elemento da tutelare, mettendo al centro anche il patrimonio immateriale fatto di pratiche, tradizioni e saperi locali, intesi come componenti vive delle comunità e risorse fondamentali per rafforzarne la capacità di adattamento e ripresa di fronte alle crisi.

“Il patrimonio culturale, nel suo complesso materiale e immateriale, inteso come insieme di pratiche, saperi e identità che rendono le comunità più coese e capaci di reagire alle crisi, è un eccezionale volano per lo sviluppo dei territori, nonché un importante elemento che favorisce la resilienza di una comunità, contribuendo a migliorare la capacità di risposta e recupero di fronte a eventi avversi - spiega Rosa Tamborrino, Direttrice del Master e Coordinatrice del progetto europeo RESILIAGE -. Il cambiamento climatico è una minaccia per la conservazione di questo patrimonio e l’Europa deve abituarsi al fatto che gli eventi estremi non sono più un’eccezione: servono nuove competenze, strategie e capacità di coordinamento nelle comunità locali per rafforzare nel tempo la capacità delle comunità di prevenire, affrontare e superare situazioni di crisi. Il Master nasce proprio per formare professionisti capaci di analizzare il rischio e utilizzare strumenti operativi e tecnologici per supportare le comunità nella prevenzione, nella gestione delle emergenze e nel recupero post-evento attraverso la valorizzazione e la tutela dei beni culturali”.

Dal digital mapping al crisis management: il piano di studi del Master –  Il Master propone un approccio interdisciplinare che combina conoscenze teoriche e strumenti operativi, affrontando temi come l’analisi dei dati territoriali, la costruzione di atlanti digitali del patrimonio, la valutazione delle vulnerabilità e delle emergenze. Il percorso è articolato in diversi moduli che includono un laboratorio immersivo su scenari reali di disastri naturali e antropici; fondamenti teorici dell’inclusive heritage; disaster risk reduction; metodi digitali e data-driven per l’analisi territoriale; strumenti digitali per supportare la creazione di progetti basati su una metodologia bottom-up, che prevedono la co-creazione e la condivisione di interpretazioni del patrimonio tangibile e intangibile; altre metodologie partecipative, anche di tipo non digitale, basate sul coinvolgimento delle comunità e sull’impiego di memorie collettive, conoscenze e pratiche culturali. Il programma si conclude con un modulo pratico e applicativo, che prevede un project work ideato in collaborazione con i docenti e i partner del progetto e con la possibilità di tirocinio presso queste realtà. Il Master, infatti, si sviluppa grazie a un partenariato internazionale che coinvolge università, istituzioni e aziende: tra queste ci sono UNESCO, Université de Nîmes, Natural History Museum dell’Università di Creta, Protezione Civile e Ithaca, PMI italiana specializzata nell’acquisizione e analisi di dati basati sull’Osservazione della Terra, che sviluppa soluzioni per il monitoraggio delle emergenze.

Gli sbocchi professionali, dall’Heritage Risk Manager al funzionario della PA – Il programma  del Master è aperto a studenti e professionisti di diversa formazione, perché il tema innovativo richiede integrazione di diverse competenze, e si rivolge a molti ambiti valorizzando percorsi che provengono da corsi di studio legati alla valorizzazione del patrimonio artistico e naturalistico, scienze sociali, architettura, pianificazione territoriale, e digital humanities; oltre a operatori del settore pubblico e privato già attivi nella pianificazione territoriale, nel disaster e crisis management. L’obiettivo è formare nuove figure professionali in grado di operare all’intersezione tra gestione del patrimonio culturale e analisi dei rischi, con sbocchi nel settore privato e pubblico. Un ruolo che sta emergendo è l’Heritage Risk Manager, professionista che sviluppa strategie e strumenti per prevenire i danni e supportare la valorizzazione, la protezione e il recupero degli aspetti materiali e immateriali che costituiscono il patrimonio culturale, non solo in situazioni di emergenza ma attraverso un’azione strutturale e continuativa. Le competenze acquisite, incluse le tecniche digitali per la visualizzazione e la narrazione del patrimonio, aprono inoltre opportunità professionali presso istituzioni pubbliche, enti locali e organizzazioni impegnate nella valorizzazione  del patrimonio come una risorsa. 

Da Torino a Trondheim in Norvegia, le comunità europee resilienti – Tra i casi studio analizzati nel Master c’è Torino, citata come esempio di comunità in grado di affrontare la fase di de-industrializzazione e riconvertire la propria identità valorizzando il patrimonio esistente; inoltre gli elementi che caratterizzavano la fase industriale sono stati valorizzati, diventando protagonisti riconoscibili della città e contribuendo allo sviluppo turistico ma anche alla crescita della consapevolezza dei cittadini rispetto al valore collettivo di questo patrimonio. Il programma del Master attinge, inoltre, all’esperienza maturata nel progetto Horizon Europe RESILIAGE, che ha coinvolto diverse comunità resilienti in contesti geografici e ambientali differenti. Si tratta di esperienze da cui prendere ispirazione o trarre delle best practice, come ad esempio Trondheim in Norvegia, la municipalità di Karşıyaka in Turchia, alcuni piccoli centri in un geoparco del Portogallo colpito da incendi, alcune realtà in Belgio e nell’isola di Creta: attraverso incontri e workshop, organizzati in collaborazione con i partner locali, i partecipanti avranno l’occasione di confrontarsi con metodologie e pratiche sviluppate in contesti diversi per specificità culturale e vulnerabilità.

Le iscrizioni al Master Inclusive Heritage for Disaster Risk Reduction. Digital and participatory methods for resilient communities sono aperte fino alle ore 14.00 del 30 aprile 2026. Maggiori informazioni su requisiti di iscrizione, modalità del bando e scadenze sono disponibili sul sito ufficiale del Politecnico di Torino.

c.s.

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