Si è rinnovato anche quest’anno ad Alba un gesto carico di significato civile e spirituale: la consegna al vescovo Marco Brunetti dell’olio di Capaci, ricavato dagli ulivi piantati nel Giardino della Memoria, nel luogo dell’attentato al giudice Giovanni Falcone e alla sua scorta.
A portarlo sono stati l’ispettore Giuseppe Pipitone e il cappellano della Polizia di Stato don Mauro Biodo, in un momento che unisce il ricordo delle vittime della mafia alla dimensione liturgica della Settimana Santa.
L’olio sarà utilizzato per la preparazione degli Oli Santi, che verranno benedetti e consacrati nella Messa Crismale celebrata in cattedrale nella mattinata del Giovedì Santo. Un passaggio che lega simbolicamente il sacrificio di Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro alla vita della comunità cristiana.
Un segno che trasforma il dolore in memoria viva e responsabilità condivisa, capace di attraversare i luoghi e le generazioni.
L’olio proviene dagli ulivi coltivati a Palermo, nel Giardino della Memoria, curato dall’associazione “Quarto Savona 15”, che prende il nome dalla sigla radio dell’auto di scorta del giudice. In quello spazio, nato sul luogo della strage del 23 maggio 1992, la terra segnata dalla violenza è stata restituita a una funzione diversa: custodire il ricordo e generare un simbolo di pace e legalità





