Saviglianese - 07 aprile 2026, 07:51

Fine Vita: anche nel cuneese l'associzione Luca Coscioni scende in piazza

Accanto alla protesta, la campagna – giunta al decimo anno consecutivo – punta a diffondere la conoscenza delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT)

Fine Vita: anche nel cuneese l'associzione Luca Coscioni scende in piazza

Dal 6 al 19 aprile l’Associazione Luca Coscioni per la Ricerca Scientifica promuove una mobilitazione nazionale nelle piazze per informare i cittadini e chiedere al Governo il ritiro del disegno di legge sul fine vita attualmente in discussione al Senato. Pur riconoscendo la necessità di una legge nazionale, l’associazione denuncia il rischio di una cancellazione dei diritti già riconosciuti dalla Corte costituzionale attraverso numerose sentenze.

Accanto alla protesta, la campagna – giunta al decimo anno consecutivo – punta a diffondere la conoscenza delle Disposizioni Anticipate di Trattamento (DAT), offrendo supporto pratico per la compilazione e il deposito del testamento biologico. A otto anni dall’entrata in vigore della Legge 219/2017, questo strumento resta ancora poco utilizzato, nonostante garantisca il diritto di scegliere in anticipo quali trattamenti sanitari accettare o rifiutare.
Nel territorio cuneese sono previsti tavoli informativi a Cuneo e Savigliano, con appuntamenti tra il 7 e il 17 aprile, per fornire informazioni su DAT e diritti nel fine vita. Queste le date: 

• Martedì 7/04 – Cuneo C.so Nizza 12      9:30 – 13:00
• Sabato 11/04 – Cuneo C.so Nizza 12  9:30 – 13:00 e   16:00 – 19:00
• Martedì 14/04 – Cuneo   C.so Nizza angolo piazza Galimberti      9:30 – 13:00
• Venerdì 17/04 – Savigliano   P.zza Santarosa (fronte n.33)             10:00 – 13:00

Le criticità del disegno di legge

Secondo l’Associazione Coscioni, il testo in discussione al Senato restringerebbe drasticamente l’accesso all’aiuto medicalmente assistito al suicidio. In particolare:

  • escluderebbe il Servizio sanitario nazionale dalle procedure, in contrasto con la giurisprudenza costituzionale;
  • limiterebbe il diritto ai soli pazienti mantenuti in vita da macchinari, escludendo molte persone con patologie oncologiche o neurodegenerative dipendenti da trattamenti di sostegno vitale;
  • cancellerebbe il ruolo dei Comitati etici locali, sostituendoli con un unico organismo nazionale di nomina governativa;
  • svuoterebbe di valore le DAT, rendendole incompatibili con la richiesta di accesso al suicidio medicalmente assistito.

Il risultato, secondo l’associazione, sarebbe un sistema più discriminatorio, con procedure affidate a soggetti privati e diritti fortemente limitati.

La partita si sposta anche sulle Regioni

In Piemonte, a partire da maggio, è prevista una nuova raccolta firme per ripresentare una proposta di legge regionale sul fine vita. Una prima iniziativa, sostenuta nel 2023 da oltre 11.000 firme, era stata bloccata dal Consiglio regionale.
La sentenza 204/2025 della Corte costituzionale, intervenuta su una legge regionale toscana, ha però chiarito che le Regioni possono legiferare sul fine vita in assenza di una norma statale, regolamentando procedure e tempi attraverso il servizio sanitario pubblico.

Un consenso che cresce

La campagna invita cittadini e istituzioni a difendere i diritti conquistati. I sondaggi indicano che oltre il 75% degli italiani è favorevole a una regolamentazione dell’eutanasia e del suicidio assistito. Nel solo ultimo anno, il Numero Bianco dell’Associazione Coscioni ha ricevuto 16.000 chiamate, segno di una domanda di informazione in costante crescita. Un divario sempre più evidente separa, secondo l’associazione, l’opinione pubblica e le scelte politiche, con il rischio che una nuova legge nazionale contraddica quanto già stabilito dalla Corte costituzionale.

comunicato stampa

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