Non è la solita lezione frontale, e non è nemmeno un semplice momento di svago. È qualcosa di più profondo: uno spazio sicuro dove "sentire" prima ancora di imparare. Si è conclusa con successo la terza edizione di “Rooms in Action”, l’iniziativa che ha coinvolto oltre 320 alunni delle scuole superiori monregalesi, trasformando il concetto di benessere scolastico in un’esperienza pratica e partecipativa.
Il progetto, nato dal lavoro dell’equipe del Cantiere Adolescenti Mondovì (ASL CN1), e realizzato con la collaborazione degli operatori del C.S.S.M. e del progetto GIFT Spazio giovani del Comune di Mondovì, ha risposto a un’esigenza sempre più urgente: offrire ai giovani bussole affidabili per navigare nel mare agitato dell’adolescenza contemporanea. Stanze di vita quotidiana: Il cuore dell'iniziativa è stata la suddivisione in "stanze" tematiche, veri e propri laboratori di riflessione guidati da professionisti (psicoterapeuti, educatori e assistenti sociali).
Ogni spazio ha affrontato una sfida cruciale del "diventare grandi": Quando l’amore diventa tossico - Chiara Fenocchio (Psicoterapeuta Consultorio familiare ASL CN1), Sonia Bolassa (Educatrice per lo sviluppo sociale del territorio Cooperativa Caracol)
"Ansioliquida. Combattere l’ansia o imparare a gestirla? "- Alice Salvagno (psicoterapeuta Servizio Psicologia ASL CN1) Lia Bessone (Educatrice Professionale Asl Cn1) Sostanzialmente sotto effetto - Laura Staffaroni (educatrice professionale SerD ASL CN1), Nicola Racca (Educatore professionale Cooperativa Caracol - progetto GIFT) Il volume delle emozioni - Barbara Nano (psicoterapeuta Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza ASL CN1) e Giulia Pappini (Terp Neuropsichiatria dell’istituto e dell’adolescenza)
"LitighiAMO"; Monica Peirano (educatrice professionale CSSM) e le assistenti sociali: Marzia Ponzo,Aurora Accamo e Myriam Bigando L’importanza dell’ascolto esperto: In un’epoca in cui i ragazzi sono bombardati da informazioni frammentate e spesso distorte dai social media, avere a disposizione psicoterapeuti ed educatori permette di validare le proprie emozioni senza il timore del giudizio scolastico.
Offrire "occasioni di benessere" non significa semplicemente far stare bene i ragazzi per qualche ora, ma dotarli di strumenti di resilienza. La prevenzione del disagio giovanile passa inevitabilmente attraverso la creazione di questi "ponti" tra le istituzioni (ASL e Servizi Sociali), il territorio (gli spazi aggregativi) e il mondo della scuola. Una scommessa sul futuro: Le Rooms in Action dimostrano che, quando il territorio fa rete, è possibile intercettare i bisogni silenziosi degli adolescenti. Il messaggio inviato ai 320 studenti è chiaro: le sfide del crescere esistono, sono comuni a tutti, ma non vanno affrontate in solitudine





