Cuneo è sulle pagine dei giornali di mezzo mondo. Anzi, lo è George Clooney, che ieri era a Cuneo.
Qui, dal palco del Palazzetto dello Sport, per Dialoghi sul Talento, l'attore premio Oscar, super ospite di questa edizione, non ha risparmiato un duro attacco al presidente americano, parlando senza mezzi termini di "crimini di guerra" in riferimento alle pericolosissime frasi lanciate sui social, in cui minacciava la fine della civiltà iraniana.
Parole che, nella schizofrenia delle continue dichiarazioni a cui da settimane assistiamo, hanno tenuto il mondo con il fiato sospeso, salvo poi implodere prima della scadenza dell'ultimatum grazie ad una proposta, accettata da Trump, del Pakistan. Nel frattempo Israele ha scatenato l'inferno a Beirut, spegnendo la già flebile fiammella di speranza.
E' stato in questo clima che Clooney ha pronunciato le sue parole contro il presidente. E non è nemmeno la prima volta che succede. Come non è la prima volta che la Casa Bianca replica.
Questa volta lo ha fatto per bocca del direttore delle comunicazioni Steven Cheung, che ha detto: "L’unica persona che commette crimini di guerra è George Clooney per i suoi pessimi film e la sua terribile capacità di recitare".
Poche ore dopo, la controreplica dell’attore, che ha invitato - giustamente - l’amministrazione a concentrarsi sulla gravità della situazione internazionale: "Le famiglie stanno perdendo i propri cari, i bambini sono stati inceneriti. Serve un dibattito serio ai massimi livelli, non insulti infantili".
Quanto alle sue capacità attoriali, con ironia ha aggiunto di accettare le critiche sulla sua carriera "dopo aver recitato in Batman & Robin".





