Non è una semplice continuità di attività, ma un passaggio di fase. L’associazione albese Ho Cura, impegnata nella diffusione della cultura delle cure palliative e nell’accompagnamento delle persone nel fine vita, continua a rafforzare la propria presenza sul territorio con nuove iniziative e progetti, e lo fa partendo da un punto preciso: la formazione, intesa come strumento per sostenere chi accompagna e chi è accompagnato.
A marzo è ripartito il corso per nuovi volontari, rivisto nella struttura per renderlo più sostenibile. “Abbiamo ridotto il monte ore perché risultava troppo impegnativo: oggi il percorso è composto da dodici lezioni da due ore ciascuna, per un totale di ventiquattro ore. Abbiamo una quindicina di corsisti e siamo molto contenti, con l’auspicio che possano diventare volontari attivi”, spiega la presidente Luciana Saglietti.
Un lavoro che si inserisce in un’attività quotidiana che non conosce pause. I volontari sono presenti in hospice tutti i giorni, mattina e pomeriggio, compresi i fine settimana, ma anche al CAVS, a domicilio e, più recentemente, in alcuni reparti dell’ospedale di Verduno, dove affiancano pazienti in condizioni di particolare gravità, non necessariamente in fase terminale.
Accanto alla formazione iniziale, cresce l’attenzione per quella continua. “È fondamentale che i volontari non siano mai lasciati soli. Devono poter condividere ciò che vivono, le emozioni, le difficoltà, ma anche le gioie. Il nostro è un volontariato particolare, che sta vicino alla morte – e bisogna dirlo – e richiede preparazione, consapevolezza e uno stato d’animo sempre pronto”. In questa direzione l’associazione intende rafforzare il percorso interno coinvolgendo psicoterapeuti e figure del mondo filosofico, accanto al supporto già garantito dallo psicologo.
Prosegue parallelamente l’attività nelle scuole, dove Ho Cura porta un lavoro di sensibilizzazione che unisce informazione e accompagnamento culturale. “Raccontiamo cosa sono le cure palliative e cerchiamo di avvicinare i ragazzi anche al tema del fine vita. Non con angoscia, né con leggerezza, ma con consapevolezza: perché è proprio l’impermanenza a rendere prezioso ciò che viviamo”.
Tra i passaggi più significativi degli ultimi mesi c’è l’apertura dello sportello DAT (disposizioni anticipate di trattamento), attivo due giovedì al mese in piazza del Duomo, nei locali del municipio grazie anche al supporto del Comune di Alba. “C’è una forte affluenza: significa che i cittadini hanno bisogno di conoscere e capire”. Un progetto nato su impulso della vicepresidente Maria Vittoria Oddero, che ne ha seguito l’organizzazione.
Lo sguardo si sposta ora su un obiettivo operativo, che rappresenta una delle novità più rilevanti: il rafforzamento delle cure palliative domiciliari. “Vorremmo finanziare un’infermiera dedicata, così da poter sviluppare concretamente questo servizio già dall’autunno. È un ambito fondamentale, ma ancora poco diffuso sul territorio”. In questa direzione si inserisce anche l’ipotesi di sostenere un master specifico per infermieri, finalizzato proprio alla specializzazione nelle cure palliative domiciliari, così da strutturare un intervento più stabile e qualificato.
Un passo che si affianca a quanto già realizzato, come le Camere del sollievo all’ospedale di Verduno, pensate per garantire un accompagnamento sereno negli ultimi giorni di vita, accanto ai familiari.
Il lavoro dell’associazione si sviluppa anche attraverso momenti pubblici di incontro e confronto. “Continuiamo a organizzare incontri con i cittadini nei vari paesi, per far conoscere la nostra associazione e per sensibilizzare le persone sulle cure palliative”. In questa direzione si inseriscono anche i momenti pubblici, pensati come occasioni di incontro e confronto diretto. Tra questi, l’appuntamento in programma venerdì 17 aprile alle 20.30 nella sala consiliare di Grinzane Cavour, dal titolo “Le cure palliative: parliamone per saperne di più”.
Un percorso che troverà un passaggio centrale il 6 giugno, quando Alba ospiterà l’Interhospice, evento promosso dalla Federazione Cure Palliative. “Siamo molto orgogliosi di poterlo organizzare. Sarà una giornata intensa di formazione, con la partecipazione delle associazioni di Piemonte e Valle d’Aosta, e nel pomeriggio un momento di confronto tra le realtà presenti: perché il confronto è crescita”.





