"La prevenzione, se ben progettata, non è solo una strategia di salute ma uno strumento di giustizia sociale". Queste sono le parole del Presidente della Commissione Sanità del Consiglio regionale, Luigi Genesio Icardi, intervenuto ieri sera all'incontro dal titolo:"Prendiamoci cura di noi", organizzato dall'Assessorato alla Salute del comune di Borgo San Dalmazzo, in collaborazione con le associazioni Donna per Donna e Andos onlus.
"In Italia è cresciuta l’attenzione sulla salute femminile dal 2015, come riferiscono i dati dell'Istituto Superiore di Sanità del quale sono membro del Consiglio di Amministrazione -aggiunge Icardi-. Basti pensare che secondo il Centro di Medicina di Genere dello stesso Istituto, sono triplicate le pubblicazioni sulla salute femminile: da 1.312 nel 2015 a 3.491 nel 2024 su cardiologia, tumori, diabete e vaccinazioni.
E, ancora secondo il Centro di riferimento per le Scienze Comportamentali e la Salute Mentale, la salute mentale femminile è influenzata da fattori biologici e socioculturali come stereotipi, ruoli di genere, discriminazione, condizioni socioeconomiche ed equilibrio tra vita privata e lavorativa. A fronte di una maggior specificità delle terapie e allo sviluppo di una medicina personalizzata, sembrerebbe quindi che le donne sottovalutino i sintomi di patologie gravi, perché più culturalmente impostate per la cura dell'altro da sé. Per non parlare delle donne caregiver che tendenzialmente hanno poco tempo per la propria prevenzione e controlli".
Insieme ad alcuni esperti dell'ASO Santa Croce e Carle di Cuneo e alle presidenti delle associazioni coinvolte, si è parlato di quanto occorra riportare la prevenzione al centro della medicina perché molte malattie croniche sono evitabili. "Negli anni la medicina è cambiata - conclude Icardi-. Le scienze della vita hanno sviluppato nuove conoscenze: dalla psicologia, alla biologia molecolare, alla genetica. Lo sviluppo delle biotecnologie ha modificato, inoltre, il rapporto medico-paziente, pensiamo ai contributi dell’Intelligenza artificiale.
La salute non è più solo correlata alla medicina ma anche a discipline molto importanti come le scienze sociali, la comunicazione, l’ambiente, l’inquinamento, l’invecchiamento della popolazione. Bisogna puntare su strategie innovative del Sistema Sanitario Nazionale per potenziare la prevenzione partendo da concreti investimenti sulla medicina territoriale attraverso le case di comunità. L'intera società deve essere coinvolta nei processi di prevenzione a tutti i livelli, per dare seguito a una rivoluzione culturale che prenda avvio dalla scuola, con il sostegno della pedagogia e della didattica, fino al Piano Regionale di Prevenzione che orienta i principali obiettivi di programmazione regionale in questo ambito".





