Eventi - 17 aprile 2026, 16:31

“Trifolao in bianco e nero”: gli scatti di Bruno Murialdo al MUDET di Alba

Inaugurazione 25 aprile ore 18 al Museo del Tartufo

Dal 25 aprile al 20 settembre, il MUDET (Museo del Tartufo di Alba) ospita la mostra fotografica “Trifolao in bianco e nero”, promossa dal Centro Nazionale Studi Tartufo in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura e Turismo della Città di Alba.

L’esposizione, firmata dal fotografo Bruno Murialdo, è un viaggio visivo nell’epopea dei cercatori di tartufi che, tra gli anni Sessanta e Settanta, hanno reso la città di Alba famosa in tutto il mondo per il Tuber magnatum Pico.

L’Assessore alla Cultura e Turismo Caterina Pasini sottolinea la valorizzazione degli spazi museali: «Con questa bellissima mostra il corridoio del MUDET si trasforma in una vera e propria galleria espositiva. È un modo per incrementare l’offerta di questo spazio, rendendolo un luogo di passaggio che emoziona e racconta la nostra storia attraverso l'arte della fotografia.»

Antonio Degiacomi, Presidente del Centro Nazionale Studi Tartufo, aggiunge: «Le mostre temporanee integrano il racconto del Museo e creano nuovi motivi di visita. Le foto di Murialdo ci consentono di ricordare i trifolao del passato e di cogliere le differenze nel modo di vestire e nei volti, ma anche la continuità nell'astuzia e nell'affetto per il cane.»

Bruno Murialdo, testimone attento delle Langhe, fissa nel bianco e nero l'anima più autentica di Alba, trasformando il reportage in memoria storica collettiva: «Queste vecchie fotografie raccontano un poema epico: quello dei cercatori di tartufi che, negli anni Sessanta e Settanta, facevano capo a Giacomo Morra, patron dell’Hotel Savona, al Cavalier Ponzio nella sua bottega di Via Maestra e ad altri commercianti che battevano le piazze alla ricerca del prezioso magnatum pico, allora generoso, numeroso, intensamente profumato. Nei giorni della Fiera del Tartufo di Alba, i trifolao si ritrovavano nel cortile della Maddalena: un mercato vivo, pulsante, affollato come una festa di paese. Volti segnati dal tempo, mani rugose e sapienti, sacchetti colmi di piccoli e grandi tesori della terra, offerti al miglior offerente tra sguardi, gesti e silenzi carichi di intesa. Era una festa che spesso continuava attorno a una tavola imbandita, nei ristoranti, dopo l’affare, tra il profumo del tartufo e il calore del vino. Queste immagini custodiscono un’emozione profonda: sono la nostra storia, la nostra favola che ancora respira, l’orgoglio di uomini e cani che, insieme, mantengono intatto il loro incanto».

Apertura: da lunedì a domenica dalle 10:30 alle 18.
Chiusura: martedì

Ingresso incluso nel biglietto di ingresso del museo


 

cs

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO AD APRILE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Aprile 2025" su Spreaker.
SU