"Sono davvero amareggiato e deluso per la presa di posizione dell'ente provinciale che evidentemente è contro l'attività della pesca sportiva. Ne prendo atto e lo faranno anche le migliaia di pescatori. Una presa di posizione, quella della Provincia, che persevera in un errore clamoroso, che metterà in ginocchio l'economia legata al turismo delle nostre vallate, di numerosi comuni che sull'attività di pesca hanno un indotto importante che aiuta in maniera determinante il commercio di valle. Ogni stagione sono centinaia i pescatori che arrivano da fuori regione per trascorrere la giornata in Granda, con un ritorno economico importante che, naturalmente ora non ci sono più. Inoltre non tutelerà affatto l'ecosistema e la biodiversità. È stata persa l'ultima occasione di sanare una situazione assurda, che si basa su considerazioni inesatte, sulle quali più volte Fipsas Cuneo ha fatto chiarezza ma evidentemente la Provincia non vuole tornare sui suoi passi. Basterebbe poco per salvare almeno in parte la stagione di pesca. Prendo atto che anche il gruppo consiliare "La Nostra Provincia" si è adeguato al dictat provinciale, presentando un ordine del giorno vuoto, il cui unico risultato è stato quello di mettere tutti d'accordo sul non fare niente ed affossare le questione. Se l'obiettivo era di mettere a tacere i pescatori non ci riusciranno. Noi andremo avanti sapendo di essere nel giusto".
Non le manda certo a dire Giacomo Pellegrino, commentando l'ultima seduta consiliare della Provincia dove all'ordine del giorno c'era anche un punto sulla critica situazione del settore pesca, bloccato da un provvedimento che di fatto impedisce ogni immissione di salmonidi. E lo fa non tenendo in considerazione le istanze che Fipsas ha presentato agli uffici competenti, volte a sbloccare le immissioni di trota Fario e di trota Iridea. Una richiesta che "si basa su una solida base normativa - ricorda per l'ennesima volta il presidente Pellegrino - ossia la proroga dell'applicazione del DPR 357/1997 fino a dicembre 2027, che consente di proseguire con le modalità di gestione ittica autorizzate prima del decreto ministeriale del 2020. Mi chiedo e chiedo alla Provincia, perché - tra i pochi enti in Italia - non viene presa in considerazione questa opportunità. Il quadro normativo è chiaro. Basta applicarlo. Perché la Provincia non vuole farlo?"

(Giacomo Pellegrino, presidente regionale e provinciale Fipsas)
"Impossibile - prosegue il presidente Fipsas - capire questa inerzia amministrativa di uffici che hanno del tutto ignorato i punti cardine delle istanze presentate, relative alle immissioni urgenti, fornendo risposte non complete ed elusive. I pescatori chiedono il perché, la motivazioni della Provincia e il suo perseverare in una presa di posizione dannosa per tutto il territorio".
Tra la documentazione presentata dalla Fipsas sulla possibilità di autorizzare le immissioni, anche un parere legale attraverso il quale, per esempio, la vicina regione Liguria ha autorizzato le immissioni. Il parere si basa proprio sulla possibilità di applicare la proroga ottenuta attraverso il decreto. Anche perché, come scrive l'avvocato: "La Provincia di Cuneo fino allo scorso anno ha sistematicamente autorizzato le immissioni".
"Cosa è cambiato per questa stagione? Perché la Provincia di Cuneo smentisce se stessa affondando un provvedimento che non aveva mai preso prima?", si chiede la Fipsas Cuneo.
"Il paradosso - conclude il presidente Fipsas Giacomo Pellegrino - è evidente. Mentre il legislatore nazionale ha concesso una finestra temporale, per permettere la continuità delle attività ittiche, la Provincia di Cuneo ha scelto una linea di immobilismo e di perseveranza nell'errore che inciderà in maniera pesantemente negativa su tutto il settore e sull'indotto ad esso legato. Sono mesi che Fipsas Cuneo ribadisce chiaramente come la soluzione ci sia ma evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire".





