Attualità - 20 aprile 2026, 19:33

Autonomia anziani non autosufficienti, quando la tecnologia diventa relazione

Il 6 maggio al Filatoio di Caraglio l'evento finale con la presentazione dei risultati del progetto PNRR 1.1.2 a sostegno degli anziani nella provincia di Cuneo. Capofila il Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese

Immagine di repertorio

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Saranno presentati il prossimo 6 maggio alle 14.30 presso il Filatoio di Caraglio i risultati del progetto PNRR 1.1.2, una sperimentazione che ha coinvolto più di 150 anziani della provincia di Cuneo con l’obiettivo di rafforzare il supporto domiciliare attraverso l’integrazione tra relazione umana, professionale e strumenti digitali

L’iniziativa è stata promossa dal Consorzio Socio Assistenziale del Cuneese in qualità di capofila, in partenariato con tutti gli altri enti gestori della provincia – Alba, Bra, Mondovì, Ceva e Monviso Solidale – e con il coinvolgimento di quattro cooperative partner: Animazione Valdocco, Proposta 80, Gesac e Progetto Emmaus. 

Il progetto ha visto l’attivazione di sei équipe territoriali multidisciplinari, composte da assistenti sociali, educatori professionali, operatori socio-sanitari e infermieri, che hanno accompagnato gli anziani e i loro caregiver in un percorso di inclusione e contrasto alla solitudine. Elemento centrale dell’iniziativa è stato l’utilizzo di dispositivi digitali – tra cui tablet, totem e strumenti di domotica – introdotti non come sostituti della relazione, ma come strumenti a supporto di essa. 

Nella fase iniziale, infatti, gli operatori hanno lavorato intensamente per costruire un rapporto di fiducia con gli anziani, conoscere i loro bisogni e favorire un’adesione consapevole al progetto. Solo successivamente la tecnologia è stata integrata nelle attività quotidiane. Grazie a questi strumenti, è stato possibile promuovere videochiamate individuali e di gruppo, attività di stimolazione cognitiva e momenti di socializzazione, contribuendo a contrastare l’isolamento e migliorare la qualità della vita degli anziani coinvolti. L’introduzione di soluzioni di domotica si è inoltre rivelata un valido supporto per i caregiver, migliorando la sicurezza domestica e offrendo maggiore serenità nella gestione quotidiana dei propri familiari. 

Un ulteriore elemento innovativo è stato il coinvolgimento della comunità locale attraverso la formazione di volontari digitali, con l’obiettivo di portare nelle case degli anziani attività normalmente svolte all’esterno, come letture condivise e giochi, rafforzando così la rete di supporto domiciliare, in particolare per le persone non autosufficienti. 

I risultati, le esperienze e le prospettive future del progetto saranno al centro dell’incontro del 6 maggio presso il Filatoio di Caraglio, un’occasione per condividere buone pratiche e riflettere sul ruolo della tecnologia nei servizi alla persona.

c.s.

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