Tra la mattina di lunedì 13 e la serata di mercoledì 15 aprile le classi III e IV A Classico si sono recate in Toscana per soggiornare due notti nella splendida Firenze, tappa immancabile in qualsiasi itinerario di visita storica ed artistica in Italia.
Nonostante il meteo poco favorevole dall'arrivo fino, in sostanza, al pranzo finale – ma Firenze è affascinante anche se visitata sotto l’ombrello! –, i due gruppi classe, accompagnati dai Proff. Improta, Violino e Casarino, hanno molto apprezzato la trasferta in terra dantesca, indubbiamente stracolma di impegni, visite e spostamenti, ma ricca, proprio grazie a ciò, di stimoli nuovi e spunti di approfondimento culturale, personale e scolastico.




La peculiarità del viaggio di istruzione, infatti, è stata proprio la azzeccata ricerca di attività alternative o defilate dalle mete considerate fondamentali a Firenze: ad esempio il Gabinetto Vieusseux, associazione culturale e archivio letterario da cui sono passati, nel tempo, autori come Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale (addirittura nel ruolo di direttore), Fëdor Dostoevskij e Vasco Pratolini, spesso accantonato, in modo assurdo, dai programmi ministeriali liceali e invece grande autore del nostro Novecento.
Non sono state dimenticate dall'organizzazione, ovviamente, la Basilica di Santa Croce, straordinaria protagonista artistico-letteraria grazie, soprattutto, ad Ugo Foscolo e ai suoi Sepolcri, illustrati e ripresi durante la visita sia dalla guida sia dalle integrazioni più tecniche e linguistiche del Prof. Casarino. Straordinario l'esterno dell'impagabile Cattedrale Santa Maria del Fiore e l'interno del Battistero, finalmente riaperto al pubblico, pur altamente impedito dagli ingombranti ma necessari lavori di ristrutturazione in corso alla cupola ottagonale e alle pareti: il bel San Giovanni tanto amato da Dante.
Hanno coronato l'esperienza, inoltre, gli assaggi, più o meni brevi, di Palazzo Strozzi (tra il resto sede secondaria del Gabinetto Vieusseux sopracitato) e del suo tipico bugnato fiorentino scabro ed eloquente sulle pareti esterne, le mostre di dipinti e moda moderna dislocate nei tre piani di Palazzo Pitti e il vanto italiano degli Uffizi gremitissimi, come sempre: davanti alle tele di Botticelli (La Primavera e la Nascita di Venere collocate l’una di fronte all’altra nella stessa sala), di Raffaello (La Madonna del Cardellino), di Michelangelo (il Tondo Doni), di Leonardo (l’Annunciazione), di Caravaggio (lo Scudo di Medusa e il Bacco) ci siamo a lungo soffermati, considerandoci dei privilegiati nel vedere coi nostri occhi ciò che finora per noi erano solo rappresentazioni sui libri.
Ingiusto, infine, sarebbe tralasciare le passeggiate lungo l'Arno, l'attraversamento di Ponte Vecchio e le camminate nei vicoli medievali, all'interno di una città che si esprime da sé nella sua assoluta bellezza anche paesaggistica.
Respirare quell’aria, dalla Piazza della Repubblica con la sua colonna romana alla più volte frequentata Piazza della Signoria, è un’esperienza straordinaria, che ci auguriamo di ripetere ancora e spesso nella nostra vita.
Tommaso Borsarelli, 4 A Classico, Mondovì





