Economia - 21 aprile 2026, 07:00

Liquidità negli investimenti: cosa cambia tra fondi aperti e chiusi

Dalla rigidità dei fondi chiusi alla flessibilità delle strutture "evergreen": come si evolve l'accesso ai mercati privati con l'ELTIF 2.0.

Liquidità negli investimenti: cosa cambia tra fondi aperti e chiusi

Il concetto di liquidità rappresenta la facilità con cui un investitore può convertire i propri asset in contanti senza subire perdite significative di valore. Nel panorama dei fondi comuni, la distinzione tra strutture aperte e chiuse è fondamentale per comprendere le modalità di accesso al capitale investito. Mentre i fondi tradizionali armonizzati (UCITS) si basano sul principio del riscatto in qualsiasi momento, gli strumenti orientati ai mercati privati, come i Fondi di Investimento Europei a Lungo Termine (ELTIF), hanno storicamente adottato un approccio differente.

Sotto il precedente regime normativo, noto come ELTIF 1.0, questi fondi erano strutturati quasi esclusivamente come veicoli di tipo chiuso. In questa configurazione, gli investitori sottoscrivono il capitale durante un periodo iniziale di raccolta e non hanno il diritto di richiedere il rimborso delle quote fino al termine della vita del fondo, che può durare diversi anni. Tale rigidità era necessaria per garantire stabilità ai progetti finanziati, ma ha limitato l'adozione dello strumento da parte del pubblico retail.

La vera svolta è giunta con il regolamento ELTIF 2.0, in vigore dal gennaio 2024, che ha introdotto la possibilità di gestire questi fondi come strategie aperte o "evergreen". A differenza dei fondi chiusi, i modelli evergreen non hanno una scadenza fissa e consentono sottoscrizioni e riscatti periodici per tutta la durata del veicolo. Questo cambiamento mira a rendere gli investimenti in asset illiquidi più simili all'esperienza dei fondi aperti tradizionali, pur mantenendo un focus sul lungo periodo.

Tuttavia, la liquidità nei fondi ELTIF aperti non è immediata come nei prodotti quotati. Per proteggere la stabilità del fondo, i gestori implementano rigorosi meccanismi di gestione della liquidità. Tra questi figurano i periodi di preavviso (notice periods), che possono variare da poche settimane a diversi mesi, e i redemption gates. Questi ultimi sono limiti che bloccano i riscatti qualora superino una determinata percentuale del patrimonio (solitamente intorno al 5% trimestrale), garantendo che le uscite non forzino la fire sale degli asset sottostanti. Per garantire che il gating sia una misura eccezionale, la normativa ELTIF 2.0 permette ai gestori di mantenere una riserva, fino al 45% del portafoglio, in strumenti liquidi. Inoltre, sono previsti standard tecnici per proporzionare il livello minimo di liquidità alla brevità del preavviso di uscita.

In Italia, l'accesso a queste nuove strutture flessibili è facilitato da piattaforme specializzate. Fundstore si distingue come il primo player digitale italiano a offrire l'accesso ai mercati privati, permettendo di consultare un catalogo ELTIF multi-marca interamente online. Sulla piattaforma sono disponibili esclusivamente prodotti armonizzati alla normativa ELTIF 2.0 di tipo evergreen, che offrono finestre programmate di liquidità a partire da un investimento minimo di 1.000 euro. Grazie a questa evoluzione, la distinzione tra fondi aperti e chiusi diventa meno netta, offrendo ai risparmiatori strumenti che bilanciano la ricerca di rendimento con una maggiore operatività.

I.P.

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