Scuole e corsi - 23 aprile 2026, 18:05

Scuola, la FLC Cgil Cuneo: "Non siamo frange barricadere, difendiamo un pilastro del Paese"

Il sindacato contesta accordi “già scritti” sulla riforma e sui tagli agli organici, denuncia i primi docenti soprannumerari e rivendica con la Rete cuneese degli istituti tecnici una scuola pubblica democratica, finanziata e capace di formare cittadini critici, non solo manodopera per il mercato del lavoro

Scuola, la FLC Cgil Cuneo: "Non siamo frange barricadere, difendiamo un pilastro del Paese"

Dalla FLC CGIL provinciale riceviamo e pubblichiamo:

Altro che “asse dei docenti che si spacca”. La realtà è molto diversa: nella provincia di Cuneo, e non solo, la scuola sta reagendo con lucidità e determinazione, a scelte già prese altrove. 

Mentre alcune sigle sindacali hanno firmato un accordo su ciò che, di fatto, era già stato deciso dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, nonostante le forti criticità evidenziate da CISPI, la FLC CGIL, il 21 aprile, ha tenuto il secondo incontro della procedura di raffreddamento e poiché il Ministero non ha fornito nuovamente i dati richiesti, il tavolo di conciliazione è stato aggiornato a lunedì 27 aprile.

Dinanzi a una tale realtà non basta rivendicare garanzie formali, i problemi non sono risolti ma sono solo rinviati, nella sostanza si sta ridisegnando il sistema scolastico a scapito di chi nella scuola lavora ogni giorno: in una prospettiva quinquennale molti posti di lavoro saranno falciati, non è un’ipotesi astratta, proprio in questi giorni l’UST di Cuneo ha comunicato i primi soprannumerari, con docenti costretti alla mobilità per mancanza di posti nella propria scuola. 

La questione non riguarda solo l’organico, è in discussione l’impianto complessivo della scuola pubblica, ugualitaria, democratica e costituzionale, che garantisce la libertà di scelta e promuove il pensiero critico, capace di promuovere sviluppo socio – culturale del nostro Paese. Se per qualcuno il ruolo della scuola e dei docenti, personale ATA e studenti è marginale, per molti altri è centrale e irrinunciabile. 

Per noi la scuola è un pilastro del Paese, non un capitolo di spesa da ridurre, costruita su misura, in base alle esigenze del mercato del lavoro. Pertanto siamo in grado di affermare con cognizione di causa che non è una “frangia barricadera” a mobilitarsi, la Rete Cuneese istituti tecnici è formata da docenti, personale ATA, famiglie e studenti, uniti per far sentire la propria voce, per iniziare o continuare a esprimere il proprio punto di vista. 

Perché tutto questo dovrebbe essere considerato “barricadera”? Forse perché si tratta di persone pensanti? Forse perché, oggi, avere un giudizio critico viene troppo spesso etichettato come opposizione da zittire? Non vi è alcunché di offensivo nel partecipare, nel confrontarsi e nell’esprimere dissenso. 

Ciò costituisce il cuore della democrazia e il nucleo stesso della scuola pubblica: formare cittadini consapevoli, capaci di interpretare la realtà e di assumere posizioni motivate, affinché si possa prevenire che qualcuno venga messo a tacere da chi predilige unicamente l’imposizione della propria voce. Ridurre tutto a “frange” o delegittimare chi si espone non indebolisce chi protesta, indebolisce il confronto democratico. 

Noi continuiamo a esserci. Con idee, responsabilità e senso critico. Perché una scuola viva è una scuola che non ha paura delle domande, tantomeno del confronto. La scuola ha bisogno di investimenti, non di tagli. E continueremo a difenderla, con forza.

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