Curiosità - 24 aprile 2026, 08:29

Un mese senza Gino Paoli, tributo del Caffè letterario di Bra con la vignetta di Pierobello

Il cantautore genovese è scomparso lo scorso 24 marzo a 91 anni, lasciandoci un’eredità di emozioni e canzoni

Pierobello e IA

Pierobello e IA

«Senza fine, tu sei un attimo senza fine. Non hai ieri, non hai domani; tutto è ormai nelle tue mani, mani grandi, mani senza fine».

Gino Paoli è scomparso lo scorso 24 marzo a Genova all'età di 91 anni, a pochi mesi di distanza da Ornella Vanoni. Erano sue quelle grandi mani di cui il cantautore parlava nella sua indimenticabile “Senza fine”, erano le mani di una donna che lo aveva conquistato in un attimo e di cui sarebbe diventato amante, ma anche amico, per tutta la vita.

I due si conobbero nel 1960 e intrapresero una relazione sentimentale travagliata, tra matrimoni traditi e lacrime versate. Un legame indissolubile però, che dette origine a capolavori della musica italiana come appunto “Senza fine” e che determinò una collaborazione professionale a più riprese. In tutta questa storia un dettaglio cattura l’attenzione: Ornella Vanoni e Gino Paoli erano nati a distanza di solo 24 ore l’una dall’altro.

Lui, figlio di un ingegnere navale e di una casalinga con la passione del pianoforte, nato il 23 settembre 1934 a Monfalcone (Gorizia) e arrivato sotto la Lanterna quando aveva solo pochi mesi.  La sua storia si intreccia a quella dell’Italia, risorta dalle ceneri della Seconda Guerra Mondiale per dare avvio a un’epoca di inesauribile creatività, dove un giovane artista alterna genio e sregolatezza, passando dalla gloria a momenti di crisi, ma dopo ogni caduta si è rialzato più fiero di prima.

Autore di canzoni indimenticabili, ne ha scritte oltre 200, Gino Paoli è uno dei padri della cosiddetta scuola musicale genovese, insieme a Tenco, Lauzi, Bindi, De André e altri. La parte inedita è quella dell’intellettuale raffinato con un debole per D’Annunzio e Cesare Pavese. Nella sua vita c’è stato davvero di tutto. Talmente tanto che dovremmo versare fiumi d’inchiostro per raccontarla.

Il successo e l’oblio, le luci e le ombre che si alternano. E poi l’anticonformismo, la ribellione e la poesia. Il cinema, la tv, il teatro, i premi, i riconoscimenti, le onorificenze. Un’esistenza goduta, intensa, ricca. Una vita semplicemente… “senza fine”.

Silvia Gullino

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