L’emergenza legata alle persone senza dimora ad Alba torna al centro dell’attenzione. Dopo l’appello lanciato dalla Caritas Diocesana Albese e rilanciato da La Voce di Alba, anche A.C.I.A. – Associazione Culturale Immigrati Alba ODV interviene sulla situazione, esprimendo preoccupazione per la chiusura, prevista a fine marzo, della struttura invernale di emergenza di via Ognissanti.
Il dormitorio, attivato nei mesi più freddi grazie alla collaborazione tra istituzioni, volontari e associazioni del territorio, ha rappresentato un punto di riferimento per diverse persone senza un riparo notturno. La sua chiusura rischia ora di lasciare nuovamente in strada uomini e donne già in condizioni di forte fragilità.
A.C.I.A. ODV ricorda come il servizio sia stato possibile grazie al contributo di molte realtà locali: dalla Croce Rossa Italiana alle associazioni che hanno garantito turni, supporto logistico e presenza costante. Tra queste anche la stessa A.C.I.A., che negli ultimi mesi ha collaborato attivamente per offrire sostegno e accompagnamento alle persone più vulnerabili.
"Siamo sempre disponibili ad aiutare e a collaborare per sostenere le persone senza fissa dimora", dichiara Elbounadi Abdelkhalek, presidente dell’associazione. "Ringraziamo tutte le associazioni e i volontari che si sono impegnati nel dormitorio di emergenza. Crediamo che solidarietà e collaborazione tra associazioni e istituzioni siano fondamentali per trovare soluzioni concrete e dignitose".
L’associazione ribadisce inoltre la propria disponibilità a proseguire il lavoro con il Comune di Alba, la Caritas e tutte le realtà del territorio, nella convinzione che solo un’azione coordinata possa garantire risposte efficaci e continuative.
L’appello arriva in un momento particolarmente delicato per la città: pochi giorni fa, sempre ad Alba, è emersa la vicenda di Anas Rekassi, il 34enne trovato morto in un alloggio privo di luce e riscaldamento, un caso che ha riportato al centro del dibattito pubblico il tema della marginalità estrema e delle condizioni di vita di chi non ha una rete familiare o sociale su cui contare.
Per A.C.I.A. ODV, la priorità ora è evitare che altre persone si trovino nella stessa situazione. "Garantire un riparo non è solo un gesto di assistenza – sottolinea Abdelkhalek – ma un atto di civiltà che riguarda l’intera comunità".





