Ricordato ieri nelle Langhe l’81° anno dalla Liberazione, in alcuni luoghi simbolo, fra cui il monumento a ricordo dei Caduti della IIa Divisione Autonoma Langhe a Valdivilla e il sacrario partigiano di frazione Canta a Treiso.
Le celebrazioni sono partite in mattinata da Santo Stefano Belbo, di fronte al monumento dei Caduti, alla presenza dei sindaci di Cossano, Rocchetta e Santo Stefano Belbo, per poi proseguire a Valdivilla, con una folta partecipazione di pubblico, di amministratori e la presenza di tanti soci ANPI e di rappresentanti di alcune Associazioni d’Arma.
Canti e letture si sono alternati con momenti di intense rievocazioni, in cui la Liberazione è emersa come fatto storico, vivo e attuale, in cui importantissimo fu il ruolo delle donne, evidenziato da Renza Balbo, Margherita Fenoglio e da Bianca Roagna, direttrice del Centro Studi Beppe Fenoglio.
A Cossano e Rocchetta Belbo oltre all’intervento dei primi cittadini Luca Luigi Tosa e Valter Sandri, molto apprezzato è stato il contributo di Anna Rossomando, parlamentare e vicepresidente del Senato della Repubblica.
A Treiso si è svolta in serata la camminata fino al sacrario di frazione Canta, costruito in memoria di 21 giovani vittime del nazifascismo, fra cui i tre fratelli Ambrogio, Lorenzo, Vincenzo e Giovanni.
Dopo gli interventi del parroco don Paolo Doglio, del sindaco di Treiso Andrea Pionzo e di Alba Alberto Gatto e degli alunni delle scuole, ci sono state le testimonianze di Carlo Barberis nipote di un partigiano e di Paola Farinetti, che ha letto un toccante passaggio scritto dal padre, sulla triste vicenda dei fratelli Ambrogio, originari di quei luoghi.
Una storia emblematica dei tempi. Lorenzo morì il 22 novembre a Castellinaldo per mano fascista, Vincenzo fu catturato, torturato e fucilato proprio nel luogo in cui sorge oggi la cappella commemorativa il 6 dicembre successivo, e infine Giovanni, che morì nell’estate del 1945 per le gravi condizioni in cui tornò dai campi di prigionia dove fu internato: in pochi mesi la famiglia Ambrogio perse tre figli nel fiore degli anni, chiudendosi in un dolore dignitoso e mai vendicativo.
Presenti le amministrazioni dei comuni di Trezzo Tinella, Neive, Barbaresco, Alba e Treiso, rappresentanti dell’ANPI e di altre associazioni, la cerimonia si è conclusa con il canto “Bella Ciao” e un augurio di pronta guarigione per presidente ANPI Alba-Bra Michele Cauda.













