Politica - 28 aprile 2026, 15:39

Piazza Europa, scontro totale in Consiglio. Bongiovanni: “Mi sento preso per il naso”

Sui cedri salvati esplode il caso politico: dal capogruppo di Cuneo Mia accuse sulla gestione del cantiere. Tensione tra giunta e opposizione e una piazza ancora che resta senza futuro definito

Piazza Europa, scontro totale in Consiglio. Bongiovanni: “Mi sento preso per il naso”

La vicenda dei cedri di piazza Europa torna al centro del dibattito politico cittadino, tra richieste di chiarimento, accuse incrociate e una piazza che resta, per ora, senza un destino definito. Dopo mesi di mobilitazione — con oltre 6mila firme, presidi e ricorsi promossi da comitati come “Di Piazza in Piazza” e “SOS Cedri” insieme alle associazioni ambientaliste — l’abbattimento dei dieci cedri dell’Atlante è stato accantonato. Ma la tensione politica non si è affievolita.

In Consiglio comunale, l’interpellanza di Claudio Bongiovanni (Cuneo Mia) ha riportato al centro i fatti del 23 febbraio, quando il cantiere venne avviato tra polemiche e con una presenza consistente di forze dell’ordine sin dalle prime ore del mattino. Secondo i documenti citati dall’opposizione — tra cui ordine di servizio e verbale di consegna — l’avvio delle operazioni avrebbe dato priorità proprio agli interventi sulle alberature, in contrasto con quanto dichiarato nei giorni precedenti dall’amministrazione.

Le critiche si sono estese a più voci. 

“Io estenderei le dimissioni a tutta la giunta perché credo che la responsabilità sia collettiva”, ha dichiarato Beppe Lauria, sollecitando anche interventi urgenti di manutenzione: “Qualsiasi cosa possa succedere su quella piazza sarà solo ed esclusivamente una responsabilità vostra”.

Ugo Sturlese (Cuneo per i Beni Comuni) ha parlato di “ambiguità sostanziale” chiedendo una visione chiara sul futuro dell’area: “Cosa volete farne di questa piazza?”.

Dal centrodestra, Franco Civallero (Forza Italia) ha puntato il dito sul degrado: “Chiunque viene a Cuneo si rende conto che c’è una vasca dove son morte anche le rane”, invitando l’amministrazione a intervenire almeno sulla manutenzione ordinaria.

Più tecnico Giancarlo Boselli (Indipendenti), che ha chiesto conto degli atti formali adottati dalla giunta dopo il 23 febbraio.

La sindaca Patrizia Manassero ha rivendicato la correttezza del percorso amministrativo: “Si lavora su atti formali, non sulle parole”, spiegando che è stata avviata una direttiva agli uffici per intervenire sui contratti e verificare la possibilità di mantenere i fondi del Piano periferie — oltre 3,8 milioni di euro — destinandoli in parte al parcheggio del Campidoglio. L’eventuale revoca della delibera che prevedeva l’abbattimento dei cedri, ha precisato, arriverà solo dopo il confronto con la Presidenza del Consiglio.

L’assessore Luca Pellegrino ha ricostruito le fasi operative, parlando di una scelta necessaria per non perdere il finanziamento: “Avevamo due strade: o stare fermi e perdere i fondi oppure partire”, sottolineando che l’avvio del cantiere era funzionale anche alla richiesta di proroga.

Ma è nelle conclusioni di Bongiovanni che il confronto si è acceso definitivamente, con toni duri e diretti. “No, io non dichiaro la mia soddisfazione. Io dichiaro che sono incazzato perché mi sento preso per il naso”, ha esordito, accusando l’amministrazione di non aver risposto nel merito: “Vi ho fatto delle domande, ma non avete risposto a una”. Il consigliere ha contestato apertamente la ricostruzione dei fatti: “Mi venite a dire che avete sospeso i lavori per ordine del Consiglio di Stato, ma voi avete sospeso i lavori perché c’era il presidio, perché non potevate continuare”.

Nel mirino anche le modalità di avvio del cantiere: “Avete convocato alle 9 e siete arrivati alle 5:00 con le forze dell’ordine. Ma mi volete dire che non volevate abbattere gli alberi quel giorno lì?”. E ancora, un attacco diretto all’assessore: “Ho chiesto alla sindaca di togliere la delega su piazza Europa all’assessore Pellegrino per tutte le balle che mi ha raccontato”.

Bongiovanni ha insistito sul senso di sfiducia: “Non sono solo io a sentirmi preso in giro, ma tutti i cittadini e anche i consiglieri di opposizione”. E ha denunciato un muro contro muro nel confronto istituzionale: “Tutte le volte sembra di parlare con un muro di gomma”. Richiamando i documenti tecnici, ha ribadito: “L’ordine di servizio dice che la priorità è l’abbattimento degli alberi”, mettendo in dubbio le rassicurazioni ricevute nei giorni precedenti.

Infine, il riferimento a quanto accaduto materialmente in piazza: “Siete arrivati con le forze dell’ordine, mancava solo più l’esercito”, parlando anche della presenza di dotazioni antisommossa e di una gestione del cantiere definita “approssimativa”. La chiusura è stata netta e senza mediazioni: “È incredibile con che faccia venite a raccontare queste cose in quest’aula. Vergognatevi”.

Nel frattempo, piazza Europa resta in una fase di stallo: senza il progetto originario, in attesa di atti formali che ne sanciscano la chiusura definitiva e con la prospettiva — ancora incerta — di una nuova destinazione delle risorse. I cedri, per ora, restano al loro posto. Ma la partita politica, a Cuneo, è tutt’altro che chiusa.


 


 

Cesare Mandrile

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