Politica - 29 aprile 2026, 10:58

Gribaudo (Pd): “Simboli fascisti sulla targa affissa a Piozzo per il 25 Aprile. Inaccettabile: modificatela o rimuovetela”

La deputata cuneese stigmatizza l’affissione di un’iscrizione con immagini riconducibili al Ventennio "e persino il ritratto di Mussolini"

La targa affissa a Piozzo a cura dei Volontari per l'Arte

La targa affissa a Piozzo a cura dei Volontari per l'Arte

“Ricordare le morti della Seconda Guerra mondiale è un conto, ma a Piozzo si è usata la scusa di commemorare dei soldati per installare una targa con simboli fascisti e persino il ritratto di Mussolini. Questo è inaccettabile, soprattutto se si vuole celebrare il 25 Aprile”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, stigmatizza i contenuti utilizzati per la realizzazione di una delle targhe installate a Piozzo per ricordare i caduti del paese (leggi qui).

“Nel caso non fosse sufficiente il ritratto di un dittatore, è sormontata da un’aquila che artiglia il fascio littorio, simbolo della Repubblica di Salò - prosegue la deputata cuneese - Un’installazione del genere, con altri riferimenti paramilitari, guerreschi e fascisti, non può avere luogo, in particolar modo per celebrare il 25 Aprile”.

“Mi auguro che si tratti da parte dell’Amministrazione di una svista: la targa va modificata o rimossa”, conclude Gribaudo.

Sulla vicenda interviene anche Paolo Allemano, Presidente ANPI della Provincia di Cuneo: "Costruire una civiltà capace di comprendere, non di distruggere". Una citazione dall'intervento del Sindaco di Piozzo in occasione della posa di due targhe a ricordo dei caduti del suo paese nelle due guerre mondiali, targhe in mezzo alle quali spicca la poesia di Ungaretti "Cessate di uccidere i morti", un grido di dolore contro la violenza che persiste anche dopo la morte.

Nobile azione e nobili sentimenti, ma desta sconcerto la presenza su una delle due targhe del volto del duce e del re e dell'aquila che artiglia il fascio littorio: o mandanti dell'azione di guerra che ha causato la morte degli uomini che si ricordano e un simbolo che perpetra l'immagine della violenza e della volontà di dominio.

Chiediamo che si ponga rimedio rapidamente rimuovendo i simboli, in primis per il rispetto della comunità di Piozzo e dei suoi caduti.

Crediamo che sia improcrastinabile una riflessione autentica sulle guerre di aggressione volute dal fascismo, guerre che tante vite hanno strappato alla loro terra".

"L’installazione a Piozzo di due targhe commemorative dedicate ai soldati della Prima e della Seconda Guerra Mondiale avrebbe potuto rappresentare un momento importante di memoria civile e comunitaria. Proprio per questo riteniamo grave e inaccettabile che una delle targhe riporti l’immagine di Benito Mussolini e il simbolo del fascio littorio"- così il gruppo Alleanza Verdi Sinistra (AVS) -. Ricordare i caduti e i reduci delle guerre significa restituire dignità alle persone, alle famiglie e alla storia di una comunità. Non può però trasformarsi in una legittimazione di simboli e figure del regime fascista.
 

Il fascismo non è un dettaglio iconografico né un semplice elemento d’epoca: è stato un regime dittatoriale, responsabile della soppressione delle libertà democratiche, della persecuzione degli oppositori, delle leggi razziali, della guerra e di lutti profondissimi per il nostro Paese. La presenza del volto di Mussolini e del fascio littorio su una targa pubblica, collocata in un contesto commemorativo, rischia di produrre un messaggio ambiguo e offensivo nei confronti dei valori antifascisti su cui si fonda la Repubblica italiana.

Esprimiamo quindi il nostro sdegno e chiediamo che l’amministrazione comunale chiarisca pubblicamente le ragioni di questa scelta, assumendosi la responsabilità politica e istituzionale di quanto avvenuto. Chiediamo inoltre che la targa venga rimossa in modo da escludere qualsiasi forma di celebrazione, normalizzazione o legittimazione del fascismo.

La memoria storica è un dovere, ma deve essere esercitata con rigore, rispetto e consapevolezza. Onorare i caduti non significa esporre simboli di un regime che ha trascinato l’Italia nella guerra e nella dittatura. Significa, al contrario, riaffermare con forza i valori della libertà, della democrazia, della pace e dell’antifascismo.

La memoria non può essere neutrale davanti al fascismo".

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