Tutta la Piccola Casa della Divina Provvidenza presente nel mondo il 30 aprile è in festa per la solennità di san Giuseppe Benedetto Cottolengo.
Da 92 anni è «Il gigante della carità». Così papa Pio XI definì San Giuseppe Benedetto Cottolengo durante la canonizzazione avvenuta il 19 marzo 1934. Alla sua morte, il 30 aprile 1842, re Carlo Alberto di Savoia esclamò: «Ho perduto un grande amico».
Pregare, ringraziare e affidarsi è l’essenza di questa festa, che chiama ognuno di noi ad esportare nella vita quotidiana il messaggio che dimorava sulle labbra di San Giuseppe Benedetto Cottolengo e custodito nel cuore di tutti: «Deo Gratias».
Nel 2026 la memoria liturgica verte sul tema dell’anno pastorale cottolenghino «A chi straordinariamente confida, il Signore straordinariamente provvede. Fede e Divina Provvidenza», in cammino verso il bicentenario dell’ispirazione carismatica donata al fondatore della Piccola Casa della Divina Provvidenza, che ricorrerà il 2 settembre 2027.
A Bra, questo importante appuntamento di fede si irradierà dalla casa natale del Santo, sull’ala della Rocca, slittando di un giorno rispetto al calendario religioso.
In programma il 1° maggio, alle ore 9.15, la Santa Messa nella cappella della Piccola Casa della Divina Provvidenza (via Carando, 28), presieduta dal parroco don Gilberto Garrone, a cui seguirà un momento di festa.
Sabato 2 maggio, alle ore 21, presso il teatro Politeama, si terrà il concerto del gruppo Linfa Sonora, per ricordarci lo spirito gioioso del Cottolengo. Si racconta che un giorno, vedendo le scorte vuote, disse alle suore: «Bussate alla porta del Cielo! La Provvidenza forse è occupata altrove». Poco dopo arrivò un benefattore con dei viveri.
Ancora oggi la sua opera, la Piccola Casa è un laboratorio di amore, un luogo in cui la debolezza diventa forza, la povertà diventa grazia, e la Provvidenza si rende visibile.
Papa Francesco, durante una visita al Cottolengo, ha riassunto il suo messaggio con queste parole: «Cottolengo ci insegna a credere che la Provvidenza è reale, che agisce attraverso le mani aperte di chi ama».
Così, il Santo originario di Bra, discreto e gioioso, continua a sussurrare a ogni generazione: «Non abbiate paura, fate il bene e la Provvidenza farà il resto».





