Un bilancio in equilibrio, ma con criticità strutturali che non possono più essere ignorate. È questa, in sintesi, la fotografia emersa dall’assemblea del Consorzio socio assistenziale Alba Langhe e Roero, che nei giorni scorsi ha approvato all’unanimità il rendiconto della gestione 2025.
Il valore complessivo del bilancio si attesta attorno ai 10 milioni e 275 mila euro, tra entrate e uscite, in crescita rispetto agli anni precedenti anche per effetto di alcuni progetti finanziati dal PNRR, pur mantenendo una sostanziale stabilità nei valori strutturali.
A spiegare i numeri è il presidente Gianfranco Bordone (nella foto), che invita però a leggere con attenzione anche il dato relativo all’avanzo.

“Formalmente c’è un avanzo di circa 1 milione e 300 mila euro, ma è in gran parte composto da fondi vincolati. L’avanzo reale è poco superiore ai 100 mila euro. Più che di utile, per noi si tratta di un equilibrio di gestione”.
Il nodo principale resta quello della liquidità. Il Consorzio, infatti, continua a scontare i ritardi nei trasferimenti da parte degli enti sovraordinati.
La Regione Piemonte garantisce circa il 53% delle entrate complessive del Consorzio, mentre lo Stato contribuisce per il 10,5%, ma nel 2025 i trasferimenti effettivamente liquidati si sono fermati a meno della metà: circa il 45% per la Regione e il 44% per lo Stato.
Molto diverso il comportamento dei Comuni del territorio, che assicurano circa il 30% delle entrate e risultano aver versato circa il 90% delle quote dovute.
“I Comuni sono solerti, mentre gli altri finanziatori sono in ritardo. È un problema cronico che ci portiamo dietro da molti anni e che ci costringe a ricorrere in modo costante all’anticipazione di cassa”, spiega Bordone.
Una situazione che ha un costo diretto: il Consorzio paga circa 100 mila euro l’anno di interessi passivi. È stato chiesto uno sconto al tesoriere, che ha concesso una riduzione di mezzo punto percentuale, ma il problema resta strutturale.
Le difficoltà di cassa si ripercuotono anche sui trasferimenti verso terzi e sull’erogazione di contributi.
Sul fronte delle spese, la voce più consistente è quella relativa alla disabilità, con 3 milioni e 289 mila euro. Seguono minori e famiglia con 2 milioni e 5 mila euro e l’area anziani con 1 milione e 942 mila euro.
Proprio queste ultime due aree risultano in crescita.
“Sull’area minori bastano pochi collocamenti in comunità per incidere pesantemente sui conti. Un solo inserimento può costare 30 o 40 mila euro l’anno. Allo stesso tempo cresce la domanda di sostegno alla genitorialità, agli affidi e ai servizi per gli anziani”.
Tra le note positive c’è la continuità dei progetti finanziati dal PNRR.
Dalla telemedicina e teleassistenza per gli anziani fino ai dispositivi per il monitoraggio da remoto e ai progetti di socialità assistita, le sperimentazioni avviate proseguiranno anche oltre la chiusura dei fondi.
“Tutti i progetti finanziati dal PNRR stanno continuando. Cambieranno forma e fonte di finanziamento, ma proseguiranno”, sottolinea Bordone.
Altro elemento messo in evidenza è il “ritorno” economico dei servizi ai Comuni.
Il contributo pro capite varia dai 17,73 euro dei Comuni più piccoli ai 31,19 euro per Alba, ma il valore dei servizi restituiti è nettamente superiore.
Nel caso di Alba il ritorno stimato è di circa tre volte tanto, mentre per i Comuni più piccoli può arrivare fino a sette o otto volte l’investimento iniziale.
“La gestione associata è un investimento produttivo. In media il ritorno economico in servizi è di circa 90 euro per abitante”.
Resta però aperta la questione del futuro equilibrio economico del sistema.
Le quote dei Comuni sono infatti ferme dal 2010, mentre nel frattempo sono aumentati costi, contratti e richieste di servizi.
Un tema che sarà affrontato nei prossimi mesi in un confronto più ampio con i territori.





