Riceviamo e pubblichiamo:
Buongiorno Direttore,
nell'Italia degli italici scontenti e scontentati, come altri prima di me in questa rubrica, vorrei mettere in evidenza il reparto di Neurochirurgia di Cuneo Santa Croce.
Mia mamma è stata ricoverata il 13 febbraio per un aneurisma cranico che ha provocato un'emorragia grave. Siamo stati anche un pochino fortunati: ambulanza arrivata in pochi minuti, subito portata a Savigliano, nostro riferimento più vicino essendo di Fossano, stabilizzata e trasferita a Cuneo con tanto di esami e tac fatte: in una manciata di minuti un quadro completo, equipe di due ospedali che interagivano in tempo reale, veloci e precisi, pochi fronzoli e tanta attenzione al paziente.
Fin da subito mia mamma è stata curata, operata e noi tenuti costantemente informati, con tatto, ma senza lasciare spazio a facili illusioni, esponendo con tanta umanità la franchezza della situazione. In particolare ho avuto modo di apprezzare il dott. Ferraresi Paolo che con la sua carica di umanità e professionalità ha tracciato il primo quadro con precisione, delicatezza e chiarezza: ritengo non sia facile tradurre i "paroloni" della neurochirurgia e far capire la gravità della situazione in modo ineluttabile ad una famiglia in stato di shock.
Gli infermieri del reparto li ho sempre trovati super attenti verso i malati e con noi parenti: il tipo di reparto non può consentire di abbassare la guardia neanche per un attimo eppure non li ho mai visti perdere quella vena di semplicità e umanità che sa trasformare l'imporre una regola in una collaborazione volontaria, rendendo più leggero e facile ottenere l'ambiente necessario evitando molte volte l'accendersi di discussioni inutili e frustranti.
La mia mamma alla fine non si è ripresa e il 23 aprile si è spenta a Robilante, altra struttura dove l'umanità è espressa ai massimi livelli verso i degenti e verso noi parenti, con una Dirigente Sanitaria che posso solo definire stupenda proprio per la carica umana e di delicata protezione che trasmette.
Questa la mia piccola, limitata esperienza: nessun urlo, niente lamentele, solo un semplice GRAZIE pieno di rispetto perchè, oltre alla professionalità, ho trovato tanta, ma proprio tanta, umanità da parte di medici, infermieri e assistenti: troppo spesso chiamati "angeli" dalle cronache e poi malmenati da parenti prepotenti e violenti.
Silenziosi lavorano i sanitari e per quello che ho avuto modo e fortuna di incontrare curano non solo chi è nel letto, ma anche noi parenti con le nostre paure e tristezze, le nostre paranoie e anche la nostra finta sapienza figlia un browser o di una presunta artificiale intelligenza.
Spero siano sempre più queste lettere, oltre al solito albero che cade facendo rumore ritengo sia ora che anche la foresta che cresce si faccia in qualche modo notare se non sentire: abbiamo come non mai bisogno di positività, impariamo a coglierla intorno a noi.
M.O. (Lettera firmata)





