Sabato 23 maggio, alle 18, presso la sala SOMS di Racconigi (Via Carlo Costa, 23), andrà in scena lo spettacolo teatrale "Il canto delle stelle", organizzato dalla compagnia teatrale Intronauti.
Lo spettacolo nasce da un'idea di Vanni Castella. I testi sono liberamente tratti da Christine Vincent e Paolo Varengo, e reinterpretati da Paolo Balmas e Domenico Zanelli, che curano anche la regia con la partecipazione del gruppo di danza Valentina Taricco. Le musiche e i video sono a cura di Ivan Grosso e Paolo Balmas, mentre i costumi e le scenografie sono stati realizzati da Paolo Varengo e Christine Vincent.
Il canto delle stelle è la messa in scena di un uomo e una donna che interrogano il senso della vita e il legame invisibile che unisce ogni essere all’universo. La Baronessa incarna l’insonnia, la paura e il rifiuto di sé, mentre Euterpe, dea della musica, apre la via alla guarigione attraverso l’arte. I traslocatori, figure concrete e ironiche, spostano oggetti e significati, ricordando il peso del vivere quotidiano. Una bicicletta in scena è il muto ricordo di Vanni Castella, attore e regista, fondatore della compagnia Intronauti.
In scena: Giovanni Arusa, Marisa Bottin, Naele Grosso, Kalifa, Tiziana Lucchino, Monica Marcone, Roberto Pacifico, Mario Piasco, Roberto Ponzo.
“Il Canto delle Stelle” – affermano i due registi - “è un viaggio poetico dentro l’esistenza umana, tra inquietudini, ricerca e desiderio di armonia. Ispirandoci alla visione originaria di Vanni Castella, scomparso prima che lo spettacolo fosse presentato al pubblico, abbiamo scelto di mettere in scena personaggi simbolici che evocano la creazione, la malattia dell’anima, la cura e infine la rinascita. Il canto delle stelle diventa così la metafora di una cura possibile: sentirsi parte del tutto.”
L'ingresso è libero ad offerta spontanea e il ricavato sarà destinato a finanziare nuovi progetti di teatro sociale.
A tre anni dalla scomparsa di Vanni Castella (1950-2023), rilanciamo un invito a sintonizzarsi con la melodia universale, per riscoprire la magia del fanciullo interiore e ribellarsi contro la disumanità della guerra e della solitudine individuale. Vi aspettiamo!





