Choconews - 12 maggio 2026, 07:00

Quando il cioccolato parla giapponese

Durante il periodo di isolamento del Paese in epoca Edo, fece la sua apparizione a Dejima, la piccola isola artificiale del porto di Nagasaki,

Quando il cioccolato parla giapponese

Durante il periodo di isolamento del Giappone in epoca Edo, il cioccolato fece la sua apparizione a Dejima, la piccola isola artificiale del porto di Nagasak, dove avvenivano scambi commerciali con l'Occidente.

Nella raccolta “Nagasaki Memorioku”, scritta nel 1797 da un medico che soggiornò per diversi anni nella città, compare per la prima volta il cioccolato (shokuratoo) presentato come un medicinale, che viene venduto nelle farmacie o nei negozi occidentali.

Nel 1878 l’azienda Fugetsudo di Tokyo lanciò sul mercato il chokoreito, che restò un prodotto di lusso fino a quando le aziende Morinaga Seika e Meiji Seika ne iniziarono la produzione industriale, tra gli anni ‘20 e ’30. In breve tempo, sotto forma di praline o tavolette, il cioccolato divenne molto popolare anche tra la gente comune.

Durante la Seconda Guerra Mondiale, l’importazione di fave di cacao fu interrotta, ma riprese nel 1951 e qualche anno dopo l’azienda Mary Chocolate di Tokyo lanciò la tradizione europea di regalare cioccolato a San Valentino. 

In Giappone il cioccolato non è solo da mangiare: è soprattutto da regalare. E il regalo (omiyage) deve essere bello e originale, per cui le aziende inventano gusti sempre nuovi per sorprendere. I prodotti cambiano continuamente ogni stagione ha gusti diversi, molti prodotti sono in edizioni limitate.

Il cioccolato diventa un modo per reinterpretare sapori tipici del Paese: dal tè verde (matcha) al ciliegio (sakura), agli agrumi (Yuzu) ai fagioli rossi (azuki), al sakè, al wasabi…

Oggi vi sono circa 300 gusti diversi: un record!

Una curiosità: il famoso KitKat Japan non è solo uno snack, ma un vero portafortuna per gli esami! Il motivo è linguistico: “KitKat” suona simile a “Kitto katsu”, che significa: “sicuramente vincerai” o “ce la farai”.

In Giappone il cioccolato non è solo dolcezza: è anche augurio, incoraggiamento e un pizzico di magia linguistica.

Haiku sul cioccolato

luce di aprile
il gusto dolce-amaro
del cioccolato

piccolo dono
quadrato di dolcezza
senza parole

tazza fumante
di cioccolata densa
pioggia sui vetri

sera d’inverno
il cioccolato scalda
vince il gelo

Fabia Binci

Cristiana Lo Nigro

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