Attualità - 13 maggio 2026, 16:06

"Basta propaganda su corso Giolitti": Giulia Marro difende il quartiere e attacca la retorica della paura

La consigliera AVS respinge le strumentalizzazioni politiche, elogia le azioni locali e avverte: “Associare multiculturalità a criminalità alimenta stigma e razzismo”

Giulia Marro in corso Giolitti

Giulia Marro in corso Giolitti

“Stanca di sentir denigrare Corso Giolitti da chi a Cuneo non vive, sento il dovere di intervenire in questo dibattito per riportare i fatti al centro della discussione”, afferma la consigliera regionale Giulia Marro, intervenuta in un duro comunicato contro chi, a suo avviso, sfrutta la questione del quartiere a fini propagandistici. 

Marro accusa esponenti politici locali (chiaro riferimento al sindaco di Roccavione Paolo Giraudo e al presidente del circo cuneese di Fdi Denis Scotti) di “alimentare paura, semplificazioni e stereotipi”, e cita le dichiarazioni del collega Mauro Calderoni per ricordare che “queste situazioni richiedono responsabilità da parte di chi rappresenta le istituzioni”.

Secondo la consigliera, la narrazione dominante fa “un grande torto a chi in questi anni quel quartiere lo ha abitato, attraversato, difeso, amministrato e trasformato davvero”: amministratori, residenti, associazioni e commercianti che, sostiene Marro, hanno lavorato sul territorio con percorsi partecipativi e progetti concreti. 

Nessuno aprirebbe uno spazio culturale e sociale in un luogo che considera perduto”, sottolinea riferendosi alla nascita di Arcipelago, il circolo ARCI nato in Corso Giolitti, come segnale di impegno civico e fiducia nella possibilità di cambiamento.

Marro contesta inoltre i facili collegamenti tra multiculturalità e criminalità: “associare automaticamente multiculturalità e criminalità è un riflesso pericoloso, che alimenta soltanto stigma e razzismo”, dice, ricordando che le forze dell’ordine hanno confermato come Cuneo resti “sostanzialmente tranquilla”, sebbene cresca la percezione di insicurezza. 

La consigliera denuncia poi la responsabilità politica più ampia: “Le amministrazioni locali sono lasciate sole a gestire marginalità, dipendenze, irregolarità, povertà e disagio sociale senza strumenti adeguati e senza investimenti nazionali seri”.

Nel mirino di Marro finiscono anche le politiche nazionali e il discorso sui CPR e i rimpatri: “Lo stesso Governo continua a raccontare la favola dei CPR e dei rimpatri come soluzione universale, quando i numeri dimostrano il contrario”, afferma, evidenziando che l’obbligo all’invisibilità crea condizioni favorevoli allo sfruttamento lavorativo, al caporalato e al lavoro nero. 

Marro definisce “gravissimo” l’attacco alla Caritas e respinge l’idea che un ente di assistenza debba chiedere la fedina penale a chi cerca aiuto: “Cosa pensa che accada quando si toglie qualsiasi rete sociale a persone che devono comunque sopravvivere? Che spariscano magicamente?”.

Richiamando anche il recente caso di Taranto, dove un lavoratore maliano è stato ucciso in un’aggressione, Marro mette in guardia contro la banalizzazione del razzismo: “Le parole hanno un peso. E chi fa politica dovrebbe sapere che alimentare paura e stigmatizzazione può avere conseguenze molto concrete”. 

Conclude rivendicando il lavoro collettivo che in anni ha cercato di trasformare il quartiere: “I cittadini e le cittadine cuneesi meritano rispetto. E meritano una politica capace di affrontare la complessità senza ridurre tutto a slogan da campagna elettorale.”

Cesare Mandrile

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU