"Se me lo avessero chiesto tre mesi fa avrei detto di no. Oggi invece sento che esiste una nuova voglia di partecipare e cambiare. La città parte da una buona base: si tratta di offrire una visione e di dare completezza ai tanti puntini messi insieme negli ultimi anni. C'è bisogno di un sogno".
A dirlo è Gigi Garelli, 64 anni, professore di storia e filosofia al liceo Pellico-Peano e da oltre dodici anni responsabile della sezione didattica dell’Istituto storico della Resistenza di Cuneo. Sposato, padre di tre figli e nonno di due nipoti, Garelli vive nella zona di viale Angeli insieme alla moglie e alla cagnetta Tilla.
Ha accettato di candidarsi a sindaco di Cuneo.
Conosciuto e stimato in modo trasversale, a Cuneo è un vero e proprio vessillo dei valori della Resistenza, quali la democrazia e la partecipazione, l'antifascismo, la giustizia sociale, la libertà, l'uguaglianza e la solidarietà.
Sono passati quasi tre lustri da quella sua candidatura del 2012 che portò poi, con una manovra politica decisamente poco correct, alla vittoria di Federico Borgna.
Oggi la situazione è diversa, anzi, diversissima in città. Lo è soprattutto a livello sociale.
Già la sera del 24 aprile, nella serata della Fiaccolata della Resistenza al Parco della Resistenza, Garelli aveva dichiarato dal palco: "Siamo in tanti. E questo ci fa pensare che non tutto è perduto".

E' questo cambiamento ad aver fatto ri-dire sì a Gigi Garelli, che apre infatti alla possibilità di una candidatura civico-politica in vista delle amministrative del 2027.
La proposta è emersa nel corso di un’assemblea di Cuneo per i Beni Comuni, dove è stata avanzata l’ipotesi di una candidatura di coalizione.
Ha quindi dato la sua disponibilità - nessun diktat - ad essere il candidato da mettere sul tavolo della concertazione, esattamente come il programma.
L’idea è quella di costruire un percorso comune sulla base delle caratteristiche civico-politiche che hanno contraddistinto la lista Cuneo per i beni Comuni in questi quindici anni di attività.
"La coalizione potrà nascere dalla condivisione di alcuni temi locali che Cuneo per i Beni Comuni ha fatto propri con grande coerenza nel tempo, ma anche dentro alcune coordinate politiche altrettanto importanti. Inclusione, sicurezza, ambiente non sono concetti neutri: hanno una lettura politica e richiedono un quadro di valori condivisi".
C'è ovviamente un'apertura a Cuneo Mia e alle forze della sinistra cuneese "che si riconoscono nei valori della sinistra sociale, del rispetto dell’ambiente, della pace e del disarmo".
Sottolinea proprio la parola disarmo: "La pace la vogliono tutti. Noi chiediamo anche il disarmo".
"Dopo una lunga stagione di ubriacatura sui temi della destra – l’efficienza e la produttività a ogni costo, insieme a un certo allineamento culturale verso sensibilità tipiche della destra – oggi colgo segnali forti di volontà di cambiamento e di ricerca di novità, sia sul piano politico sia su quello amministrativo locale".
Segnali che, racconta, gli hanno restituito fiducia: "Questo mi ha dato coraggio, speranza e la spinta necessaria a rimettermi in gioco, sapendo che esiste una base consolidata e coerente di persone competenti, alla ricerca di una politica autentica e disponibili a dare vento alle vele di questa candidatura".





