Aveva deciso di mettere in vendita su una piattaforma online alcuni oggetti perché aveva perso il lavoro e si trovava in difficoltà economiche.
Quel giorno Francesco Arricchiello, residente a Monza, accusato di truffa in tribunale a Cuneo, lo avrebbe contatto sotto il nome di "Lorenzo" per acquistare un portapacchi per l'auto.
"Mi chiese di andare di andare allo sportello per fare un versamento che coprissero le spese di spedizione - ha spiegato in aula la vittima -. Ricordo che aveva insistito che io non entrassi all'ufficio postale. Feci il primo versamente da 250 euro, e lui mi disse che non era andato buon fine. Riprovai. Sono stato ingenuo".
Quell'operazione la vittima la ripetè per cinque volte, per un totale di 1250 euro finché lo sportello non si bloccò. "Continuava a dire che i soldi non gli arrivavano - ha proseguito la vittima-. Lo chiamai al telefono e sentii in sottofondo un bambino. Gli dissi che avevo perso il lavoro e che, come lui, avevo una famiglia. Lo pregai di ridarmi quei soldi. Ma lui riattaccò".
In aula è stato ascoltato anche il carabiniere che si occupò di raccogliere la querela della vittima, che ha deciso di mantenere, e di effettuare le indagini. In aula è emerso che la carta postepay sui cui transitò il denaro risultò essere intestata all'imputato ma che, nel frattempo, era stata bloccata.
Il 19 ottobre, la discussione del processo.





