Ad un mese dall’apertura della XVI edizione di “C’è Fermento”, prevista presso Il Quartiere a Saluzzo dal 18 al 21 giugno 2026, gli organizzatori di Fondazione Bertoni, in collaborazione con la Città di Saluzzo, svelano le carte e ne raccontano le grandi novità. La prima è l’evoluzione della kermesse che, per la prima volta, accoglierà la grande famiglia dei fermentati, alimenti e bevande prodotti dalla trasformazione controllata da microrganismi come batteri e lieviti che saranno raccontati da esperti e proposti negli stand per abbinarsi alle immancabili birre artigianali. Inoltre, oltre agli stand dei tradizionali birrifici nazionali, ci saranno due etichette internazionali, per offrire agli avventori nuove proposte oltre confine, arricchite dalla presenza di una rappresentanza del Consorzio birra artigianale italiana e del Consorzio birra origine Piemonte. Non mancheranno street food e food truck nazionali e internazionali, oltre alla tradizionale birra Terres Monviso che quest’anno sarà firmata dal birrificio Granda di Lagnasco. Infine, altra novità, “C’è Fermento” varcherà i confini de Il Quartiere e, in orario preserale e la domenica mattina, proporrà approfondimenti con ospiti d’eccezione nella nuova “Area Speech” sotto l’Ala di Ferro di piazza Cavour, per poi tornare all’ex Caserma Musso con altri talk e l’avvio allo scorrere delle spine.Per maggiori informazioni visitare il sito www.cefermento.it.
“Giunto alla sua XVI edizione, ‘C’è Fermento’ compie un passaggio naturale e necessario: da ‘Grandi birre da piccoli produttori’ a ‘Grandi fermentati da piccoli produttori’. Non è un cambio di rotta, ma un’evoluzione coerente. La birra è, per sua natura, un fermentato: da qui l’idea di ampliare lo sguardo a un universo più ampio, mantenendo intatta l’identità che ha reso riconoscibile la manifestazione – spiega Carlo Allemano, presidente di Fondazione Amleto Bertoni -. Ancora una volta Città di Saluzzo e Fondazione Amleto Bertoni propongono non una semplice rassegna dove degustare prodotti, ma un salone dai tratti distintivi, capace di far scoprire la birra artigianale e, da questa edizione, i fermentati e tutto ciò che vi ruota attorno. Sin dall’inizio ‘C’è Fermento’ è stata questo: una piazza viva in cui food e cultura si intrecciano per raccontare un pezzo d’Italia fatto di qualità, ricerca e piccoli produttori”.
Il nuovo percorso nel mondo dei fermentati coinvolgerà sia i grandi classici che le sperimentazioni più contemporanee: yogurt e crauti, pane a pasta madre, birra e vino, ma anche miso, shoyu e aceti, fino alle bevande vive come kombucha, kefir d’acqua, rejuvelac e kvas. Non mancheranno incursioni nelle fermentazioni selvagge applicate alla cucina, uno sguardo alla tradizione giapponese con il koji, base di sake e di molti alimenti. Attraverso la partecipazione di esperti nazionali e internazionali “C’è fermento” proporrà un viaggio che intreccia gusto e cultura, tra profili “umami”, tecniche antiche e pratiche anti-spreco, capace di raccontare la biodiversità del cibo fermentato e il suo valore contemporaneo.
Non mancheranno i talk sia sotto l’Ala di Ferro che presso Il Quartiere oltre ai laboratori, storici appuntamenti della manifestazione, curati ed organizzati da ABC, l’Associazione Birraia Cuneese che ha accompagnato in questi anni il percorso del salone e contribuito ad informare e coinvolgere gli avventori sulle peculiarità della filiera brassicola locale.





