Cronaca - 14 maggio 2026, 14:53

Un acquisto per 5mila euro di abiti firmati i si trasforma in rapina: due ragazzi a processo a Cuneo

La vicenda a Cuneo nel 2022. In aula il ragazzo, costituito parte civile, a cui sarebbe stato sottratto il denaro

L'ingresso del tribunale di Cuneo

L'ingresso del tribunale di Cuneo

Un acquisto di vestiti firmati che, secondo l’accusa, si sarebbe trasformata in una rapina. 

È questo quanto sarebbe accaduto il pomeriggio del 15 aprile 2022 e che vede imputati in Tribunale di Cuneo W.B.S. e O.S., due ragazzi tunisini. Tra le contestazioni, anche la truffa.

In aula è stata ascoltata la presunta vittima, un giovane cuneese ventiseienne, costituitosi parte civile, che ha ricostruito quanto sarebbe avvenuto in via Bongiovanni a Cuneo. 

Il ragazzo ha raccontato di essere stato contattato tramite Instagram per l’acquisto di numerosi capi di lusso: scarpe Dior e Calvin Klein, giubbotti Valentino, articoli Louis Vuitton e Nike, per un valore complessivo di diverse migliaia di euro.
Secondo quanto riferito al pubblico ministero, il venditore online gli avrebbe indicato un contatto presente a Cuneo, verosimilmente W.B.S., con il quale avrebbe organizzato la consegna della merce. L’incontro sarebbe avvenuto sotto l’abitazione di un amico. 

Dopo aver consegnato il denaro, il giovane si sarebbe però accorto che nel bagagliaio dell’auto non c’erano gli articoli concordati.

La situazione sarebbe degenerata poco dopo, nei pressi di una concessionaria, dove erano presenti anche altre persone, tra cui O.S. e un ragazzo minorenne, la cui posizione è al vaglio del tribunale per i minori di Torino. 
Quando poi il compratore avrebbe tentato di recuperare il denaro, parte delle banconote sarebbe caduta a terra. In quel momento, ha proseguito, sarebbe stato bloccato fisicamente da W.B.S., mentre gli altri avrebbero raccolto il denaro sparso.

Il giovane ha inoltre riferito che O.S. avrebbe inziato a girare attorno all’auto impugnando una mazza. 

Pur senza affermare con certezza che volesse colpirlo, ha spiegato che “l’intento sembrava quello”, tanto da indurlo a rifugiarsi all’interno della concessionaria e chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. Secondo la sua ricostruzione, il denaro sottratto sarebbe a circa 3.900 euro, su un totale di 4.800 portati all’incontro.

Nel corso del contro esame la difesa di W.B.S. ha cercato di approfondire i rapporti pregressi tra il giovane e l’imputato. 

Il giovane ha parlato di una conoscenza indiretta, limitata a frequentazioni comuni tra gruppi di amici. Ha inoltre precisato che la trattativa Instagram non è più recuperabile perché l’account sarebbe stato bloccato.

Sono poi stati sentiti due appartenenti alla Polizia di Stato. Un ispettore ha illustrato le attività di individuazione fotografica svolte con la persona offesa, che avrebbe riconosciuto entrambi gli imputati. 

Il procedimento è stato rinviato al 27 maggio per la prosecuzione dell’istruttoria. 

CharB.

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