La regina dello sci di fondo italiano torna a raccontarsi davanti al pubblico, questa volta tra le pagine di un libro. Al Salone Internazionale del Libro di Torino 2026, Stefania Belmondo ha presentato "Ho imparato a vincere", volume – scritto insieme ad Antonella Saracco – cui la campionessa olimpica ripercorre la propria carriera, le difficoltà affrontate e il rapporto tra sport, sacrificio e crescita personale.
Un incontro che si inserisce nella vita sportiva del Salone, accompagnando anche il percorso verso le Olimpiadi Milano-Cortina 2026, dove l'ex fondista – da sempre profondamente legata alle sue radici piemontesi e al territorio cuneese da cui proviene – ha dialogato con studenti e visitatori raccontando non solo i trionfi conquistati sulle piste di tutto il mondo, ma soprattutto il percorso umano che l'ha portata a diventare una delle atlete italiane più vincenti di sempre.
"Imparare a vincere anche dalle sconfitte"
Nel libro, Belmondo spiega come il titolo non sia legato soltanto alle medaglie vinte in carriera, ma a un insegnamento più profondo maturato nel tempo. "Ho imparato a vincere perché lo sport mi ha insegnato prima di tutto a perdere", ha raccontato, spiegando come proprio le sconfitte affrontate negli anni le abbiano dato gli strumenti per affrontare anche le difficoltà della vita. Un messaggio rivolto soprattutto ai più giovani, tra temi come l'impegno, la correttezza nello sport e anche il doping, affrontato come esempio di ciò che rischia di allontanare lo sport dai suoi veri valori.
Stefania Belmondo è considerata una delle più grandi fondiste della storia italiana. Originaria di Vinadio, nel cuore delle montagne cuneesi, in carriera ha conquistato dieci medaglie olimpiche – due ori, tre argenti e cinque bronzi – diventando una delle atlete italiane più decorate di sempre ai Giochi Olimpici Invernali. A queste si aggiungono tredici medaglie mondiali e oltre venti vittorie in Coppa del Mondo, risultati che l'hanno resa per anni il punto di riferimento dello sci di fondo azzurro.
Una carriera ricchissima di successi
La sua ascesa iniziò tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio dei Novanta, quando entrò stabilmente nella nazionale italiana dopo le prime esperienze internazionali. Già giovanissima conquistò medaglie ai Mondiali juniores, diventando una delle prime italiane a imporsi nelle competizioni iridate giovanili. Poi arrivarono le Olimpiadi di Albertville 1992, dove ottenne le prime medaglie olimpiche, e i successivi trionfi che l'hanno consacrata definitivamente nell'élite mondiale dello sci nordico.
Nel 2002, ai Giochi di Salt Lake City, conquistò un altro oro olimpico nella 15 chilometri tecnica libera, oltre ad argento e bronzo in altre gare, prima di chiudere la carriera agonistica poco tempo dopo. Negli anni successivi ha continuato il proprio impegno nello sport e nelle istituzioni, prestando servizio nel Corpo Forestale dello Stato e diventando anche tedofora durante la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Torino 2006.
Al Salone del Libro, però, più delle medaglie hanno pesato le parole rivolte alle nuove generazioni. Un invito a vivere lo sport come scuola di vita, lontano dalle scorciatoie e vicino invece ai valori della fatica, della tenacia e della crescita personale, valori che Belmondo ha più volte collegato anche alla cultura delle montagne piemontesi in cui è cresciuta.







