La Commissione Europea ha deciso di escludere il Brasile dalla lista dei Paesi autorizzati a esportare nel mercato dell'Ue animali vivi e prodotti alimentari di origine animale. dal 3 settembre 2026. Nello specifico il divieto riguarda bovini, equini, pollame, uova, prodotti dell’acquacoltura, miele e budella e deriva dalle conclusioni tratte da un comitato composto da esperti degli Stati membri sull’utilizzo di antimicrobici per stimolare la crescita degli animali negli allevamenti brasiliani.
“Credo sia utile sottolineare l’importanza del provvedimento adottato dalla Commissione Europea, in quanto va a tutelare gli allevatori italiani ed europei dalla concorrenza sleale di Paesi terzi come il Brasile, che utilizzano ormoni ed altri prodotti vietati in Europa e la salute dei consumatori del nostro Continente”, così commenta la notizia il Consigliere Regionale Claudio Sacchetto.
Il Governo brasiliano ha annunciato che adotterà prontamente tutte le misure necessarie, mentre l'Associazione brasiliana delle industrie esportatrici di carne ha assicurato di lavorare insieme al ministero dell'Agricoltura per adeguarsi alle richieste europee, tenuto conto che una missione tecnica dell'Ue è attesa in Brasile nel secondo semestre per completare il processo di verifica.
Il provvedimento arriva poche settimane dopo l’entrata in vigore provvisoria, il 1° maggio, dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Mercosur, il blocco commerciale formato da Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.
“Con questo atto viene confermata la bontà della posizione sostenuta dal Governo italiano, dal Presidente Meloni e dal Ministro Lollobrigida durante i negoziati Ue-Mercosur, l’accordo commerciale che liberalizza gli scambi agricoli tra l’Europa e alcuni Paesi dell’America Latina. Il via libera all’entrata in vigore provvisoria dell’accordo è arrivato solo dopo aver ottenuto garanzie chiare sull’attivazione di strumenti di tutela per gli agricoltori e i consumatori europei. Il provvedimento di divieto di importazione dal Brasile ne è la dimostrazione. La Commissione europea ha infatti ribadito che l’accordo commerciale con il Mercosur non modifica le norme sanitarie e fitosanitarie dell’Unione Europea: un passaggio fondamentale nell’ottica della tutela degli interessi commerciali e sanitari dell’Europa”, conclude Sacchetto.





