Scuole e corsi - 18 maggio 2026, 18:32

Al via “Radici oltre”: ad Alba il XXVII Congresso Nazionale ReNisA

Storia, identità e futuro: gli istituti agrari come motore della trasformazione economica e ambientale sostenibile

Al via “Radici oltre”: ad Alba il XXVII Congresso Nazionale ReNisA

Ha preso il via oggi, presso l'IIS "Umberto I" di Alba, il 17° Congresso Nazionale degli Istituti Agrari, dal titolo "RADICI OLTRE". L'evento, organizzato dalla rete ReNisA (Rete Nazionale Istituti Agrari) in collaborazione con l'istituto albese e il Ministero dell'Istruzione e del Merito, riunisce il sistema degli istituti agrari italiani per tracciare la rotta e le strategie dei prossimi anni.

“Questo congresso non è solo un momento celebrativo”, ha evidenziato in apertura la Presidente di ReNisA, Patrizia Marini. “Sostenibilità, qualità e quantità del cibo sono pilastri fondamentali per evitare la deriva del sintetico e del surgelato. Il mondo della scuola deve esprimere una qualità innovativa per non lasciare vuoti istituzionali e culturali. Oggi ci attende un confronto profondo sull’identità, sul ruolo e sul senso profondo dell’istruzione agraria contemporanea”.

Istituzioni a confronto: il valore del Made in Italy e dell'istruzione agraria

L'apertura dei lavori ha visto l'importante partecipazione, in videoconferenza, del Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida: “Gli istituti agrari sono stati a lungo considerati, erroneamente, scuole di serie B; oggi rappresentano invece centri di assoluta eccellenza. Il Made in Italy è sinonimo di bellezza, bontà e qualità, e il sistema agroalimentare e culinario legato al Tricolore è un patrimonio complesso su cui è doveroso investire. Come Governo abbiamo impedito la speculazione sui terreni agricoli e incentivato la ricerca libera per rispondere alle nuove esigenze del mercato. Il cibo non ammette scorciatoie: puntiamo a un cibo di qualità per tutti, rifiutando standardizzazioni al ribasso e divisioni sociali nell'accesso a un'alimentazione sana. Alba, in questo contesto, rappresenta un fiore all’occhiello della produzione vitivinicola e della ristorazione. La cucina italiana è patrimonio UNESCO proprio perché paradigma di benessere. La strada della crescita passa dalla qualità, non dalla quantità, e su questo offro la mia piena collaborazione”.

Un messaggio di saluto è giunto anche dal Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha definito il congresso “una qualificata opportunità di confronto tra istruzione, territorio e competenze per promuovere la sostenibilità e la qualità del Made in Italy”, formulando i migliori auguri per il proficuo svolgimento dei lavori.

Il legame con il territorio e la sfida del cambiamento climatico

A fare gli onori di casa è stato il Sindaco di Alba, Alberto Gatto: “Siamo orgogliosi che Alba sia stata scelta per accogliere questo diciassettesimo congresso, dando il benvenuto ai partecipanti nel nostro territorio patrimonio UNESCO. La scuola enologica albese, fortemente voluta a suo tempo dal ministro Michele Coppino, è un'eccellenza in cui si fondono conoscenze pratiche, tecniche e scientifiche. Oggi ci attende una sfida ambiziosa: valorizzare il nostro patrimonio agricolo affrontando, al contempo, le grandi incombenze del cambiamento climatico”.

Umberto Pelassa, Dirigente dell’Ufficio VI dell'Ambito Territoriale di Cuneo, ha sottolineato: “Queste sono scuole di altissima qualità, capaci di intersecare efficacemente il nuovo modello di istruzione tecnica e professionale con i principi della sostenibilità integrale”.

Il Senatore Giorgio Bergesio ha poi messo l'accento sul capitale umano: “Gli istituti agrari creano una rete vitale con il tessuto aziendale. Spegnere l’agricoltura significherebbe perdere un tassello fondamentale di ambiente e sostenibilità. Qui si forma il capitale umano del futuro, capace di governare la tecnologia per un'agricoltura sempre più sostenibile e legata all'Agricoltura 5.0, ai crediti d'imposta e ai nuovi fertilizzanti. Anche la Regione Piemonte, attraverso i piani di sviluppo rurale, sta facendo molto per sostenere le imprese dei giovani che crescono, mantenendo sempre studenti e studentesse al centro delle politiche”.

Innovazione didattica e competitività sul mercato

Sul fronte strettamente scolastico, Stefano Suraniti, Direttore Generale dell’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, ha evidenziato le opportunità del nuovo modello formativo: “Il percorso 4+2 rappresenta un valore aggiunto che porta risorse e qualità, stringendo legami ancora più forti con il territorio e valorizzando l'autonomia scolastica affinché le attitudini dei ragazzi si trasformino in competenze eccellenti”.

Infine, il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ha rimarcato la sinergia istituzionale: “Parlare di scuola agraria significa parlare di una forte compenetrazione con il territorio, che trova un'identità solida in un istituto storico come l'Umberto I. La scuola non deve limitarsi all'aspetto nozionistico, ma deve trasmettere senso pratico e capacità competitiva per il mercato del lavoro. È fondamentale mantenere alte le nostre eccellenze nonostante i periodi di crisi. In questi giorni si chiude a Torino il Salone del Libro e sappiamo bene che senza studio, cultura e scienza non si va da nessuna parte; oggi più che mai serve lungimiranza e cautela nel gestire e supportare le nostre aziende agricole”.

Il pomeriggio: legalità, mercato e la voce delle imprese

La prima giornata congressuale è proseguita accendendo i riflettori sul valore dell’impresa, sulla legalità e sulla tutela del mercato sano contro la concorrenza sleale, grazie al contributo di ASSOVERDE e alla presentazione delle attività della sua Academy. I tavoli tecnici e gli incontri territoriali hanno permesso di fare il punto sulle ultime novità di mercato e sugli strumenti a disposizione delle aziende.

Dal confronto è emersa con forza la necessità, da parte del mondo produttivo, di poter contare su figure professionali preparate sia sul piano operativo-manuale che su quello tecnico, capaci di guidare la progettazione, l'innovazione e la transizione ecologica del settore.

I lavori sono proseguiti con l’intervento del dottor Gianluca Lombardo, dirigente dell’Ufficio II della Direzione per l’istruzione tecnica e professionale, che ha affermato:

"Occorre riflettere sul modello di fare scuola introdotto dalla Legge 121/2014: la sfida attuale è creare un curricolo integrato con un’offerta stabile nel secondo ciclo. In questo scenario, l'orientamento è fondamentale per far decollare i percorsi del '4+2'. Oggi la quota di iscritti agli istituti tecnici e professionali è solo del 3,4%, ma dobbiamo equipaggiarci per il futuro. Come affrontare il problema del calo delle iscrizioni nei prossimi anni? Vogliamo essere a fianco delle scuole potenziando un orientamento permanente, che non sia mera comunicazione ma che sappia anticipare i risultati attesi. La programmazione deve valorizzare l'identità degli istituti tecnici e professionali attraverso curricula ben definiti. Il '4+2' non è una scorciatoia, bensì un consolidamento dell’istruzione".

Come, gli istituti tecnici, possono essere più fruibili alle famiglie?

Il dottor Lombardo ha poi precisato:

"La riforma del 2025 ha definito il budget orario, già con il Governo Conte II il PNRR metteva al centro l'istruzione tecnica e professionale. Per quest'ultima si è partiti da un DPR volto a rafforzare l’autonomia scolastica, sia di settore sia territoriale, dando così agli istituti la possibilità di intervenire direttamente sul curricolo. Dal punto di vista tecnico il lavoro si è concentrato su questo e, per l’anno scolastico 2027/2028, ci saranno probabilmente ulteriori modifiche. Il quadro delineato dal decreto 29 del 2026 è infatti parziale, e spetterà alle scuole implementarlo sfruttando gli indirizzi di studio già esistenti. L'obiettivo resta quello di fortificare i punti cruciali del sistema d'istruzione, pur dovendo attendere le indicazioni definitive da parte del Ministero."

Ricorda, la Presidente ReNiSA, Patrizia Marini, non dimentichiamo il problema dei trasporti: tanto si sta facendo per permettere alle scuole di avere autobus da 54 posti per agevolare gli spostamenti e, con loro, studenti e famiglie.

Dal Green Deal al Green Value: il futuro dell'agricoltura rigenerativa e della formazione

L'ultima sessione dell'evento ha visto confrontarsi Andrea Ferrarini (Docente dell'Università Cattolica di Piacenza), Giacomo Ballari (Presidente di Agrion) e Marika Cattaneo (Area strategie per la sostenibilità di Agrion - Progetto GREENUP), con la moderazione di Eugenio Occhialini (Direttore di Edagricole).

Al centro del dibattito un obiettivo chiaro: cambiare rotta per dare il giusto valore ad agricoltori e tecnici, tutelando le materie prime e le filiere agricole.

Dal Green Deal al Green Value: cosa comporta l’agricoltura rigenerativa?

Andrea Ferrarini ha ridefinito il concetto di sostenibilità partendo da una visione concreta: "Per troppo tempo abbiamo considerato l’agricoltura rigenerativa come un concetto distante. Non si tratta di una formula da applicare a step, ma di un approccio necessario per tutti i sistemi agricoli. L’innovazione non va vissuta come una minaccia, bensì come un’opportunità che richiede il coraggio di ripensare i costi di produzione. Oggi i grandi brand stanno già cavalcando questo trend per tradurre i principi in pratica, un cambiamento che nasce dal confronto peer-to-peer e, soprattutto, dalle scuole.

Attenzione, però: i mercati attuali impongono di monetizzare attraverso i dati. Dobbiamo tracciare e valorizzare ogni singola azione, rigenerare un suolo troppo a lungo maltrattato, preservare le risorse idriche e costruire una vera resilienza economica per restare competitivi. Il 'tecnico 4.0' non è più un semplice esecutore di ricette, ma un manager del capitale agricolo capace di garantire tracciabilità totale, tutele per il consumatore e premialità di prezzo."

Un mestiere che cambia: il ruolo della ricerca applicata

A testimonianza di un settore in profonda evoluzione è intervenuto Giacomo Ballari, illustrando i progetti di ricerca applicata portati avanti da Agrion:

"Negli ultimi anni abbiamo affrontato sfide complesse, spesso rallentate da meccanismi burocratici che non hanno agevolato il comparto. Eppure, la messa in campo delle competenze porta sempre a risultati concreti. Molti dei giovani che accogliamo in Agrion provengono proprio dagli istituti tecnici e professionali: la vera sfida, oggi, è applicare la normativa vigente per dare una direzione e uno scopo chiaro al loro futuro professionale."

Il clima cambia i confini delle colture: difendere il passato o progettare il nuovo ecosistema?

Di fronte alle sfide del cambiamento climatico che sta ridisegnando la geografia agricola, il settore si interroga: è meglio difendere il passato o assumersi la responsabilità di insegnare a progettare un nuovo ecosistema?

Su questo fronte si inserisce l'intervento di Marika Cattaneo, impegnata nello sviluppo di un nuovo concetto di sostenibilità, che ha illustrato le linee guida del progetto GREENUP:

"GREENUP è un progetto pilota che vede la collaborazione sinergica tra aziende agricole e Comuni, nato dall'esigenza di definire chiaramente cosa e come gestire. Il focus è spostare l'attenzione sulla praticità, seguendo la traccia dei 17 obiettivi dell'Agenda 2030. Offriamo un modello concreto per accompagnare le Amministrazioni comunali nella gestione ottimale delle risorse climatiche, delle aree verdi, dei parchi e della biodiversità. Questo connubio si traduce in 18 capitoli strategici che si intersecano con la governance locale per generare benefici tangibili sul territorio".

Verso la seconda giornata di RADICI OLTRE

Con queste riflessioni si è conclusa la prima giornata di RADICI OLTRE. L'appuntamento si rinnova per domani, 19 maggio, con una seconda giornata interamente dedicata ai temi dell'innovazione e dei processi decisionali.

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