La UilPost di Cuneo ha organizzato per domani, mercoledì 20 maggio, un sit-in davanti alla sede di Poste Italiane tra corso De Gasperi e via degli Artigiani 2, a Cuneo.
La mobilitazione si svolgerà dalle 14.30 alle 16.30 ed è stata promossa per richiamare l’attenzione sulle difficoltà che interessano alcuni dipendenti assunti con contratto part-time, in particolare lavoratori provenienti da fuori regione.
Al centro della protesta, secondo quanto spiegato dall’organizzazione sindacale, vi sarebbero condizioni contrattuali che non garantirebbero una retribuzione sufficiente a sostenere il costo della vita, tra affitti, spese abitative e necessità quotidiane.
A intervenire sul tema è Doriana Isoardi, segretario provinciale della UilPost Cuneo, che sottolinea come il presidio voglia essere anzitutto una manifestazione pacifica: “Domani sarà solo una cosa tranquilla, senza portare problemi a nessuno, una manifestazione contro il precariato. Da tempo chiediamo la trasformazione di queste 26 persone da part-time a full time”.
Secondo quanto riferito dal sindacato, i lavoratori coinvolti svolgerebbero un part-time verticale di tre ore al giorno, con stipendi che oscillano tra i 700 e i 1.000 euro mensili a seconda dei turni assegnati. “Se fanno la notte o il mattino riescono ad arrivare a 900-1.000 euro – spiega Isoardi –. Se invece vengono impiegati nei turni dopo le 8 del mattino, senza straordinari, arrivano a 700-800 euro. E tutte queste persone arrivano dal Sud e hanno un affitto da pagare”.
La segretaria provinciale racconta anche episodi concreti di difficoltà economica: “Oggi è venuto un lavoratore e mi ha detto: ‘Io mi devo vendere la macchina perché non so dove sbattere la testa’”.
Nel mirino del sindacato vi è la gestione del personale part-time all’interno del centro postale cuneese. “Poste fa utili enormi ed è una vergogna che tenga dei dipendenti in queste condizioni – afferma Isoardi –. Abbiamo già presentato più volte un’interpellanza a livello regionale e adesso andrò anche dal presidente Cirio per discutere della questione del precariato e di quelli che definisco lavoratori fantasma”.
Secondo la UilPost, il funzionamento del centro dipenderebbe in larga parte proprio da questi dipendenti: “Se il centro funziona è grazie a questi lavoratori, che però sono sottopagati e costretti a fare una vita difficilissima”.
Il presidio punta quindi a portare all’attenzione pubblica e aziendale il tema delle condizioni economiche dei lavoratori part-time impiegati nel settore postale sul territorio provinciale.





