Politica - 19 maggio 2026, 19:34

Adunata Alpini Cuneo 2030, quell’ordine del giorno che divide la maggioranza

Centro per Cuneo tiene sotto pressione Manassero su una mozione da approvare nel prossimo Consiglio comunale: gli Indipendenti pronti a non votare il testo. E sullo sfondo pesa già la partita delle Comunali 2027

Il gruppo della sezione di Cuneo all'Adunata di Genova

Il gruppo della sezione di Cuneo all'Adunata di Genova

L’ipotesi di un possibile “Manassero bis”, evocata anche dall’analisi politica di Giampaolo Testa, sembra trovare un primo terreno di scontro concreto dentro la maggioranza stessa. 

E il caso dell’ordine del giorno sulla candidatura di Cuneo a ospitare l’Adunata nazionale degli Alpini del 2030 rischia di trasformarsi in qualcosa di molto più politico di un semplice passaggio istituzionale.

La candidatura annunciata ufficialmente dalla sindaca Patrizia Manassero durante l’Adunata di Genova era stata infatti accolta favorevolmente da tutti gli schieramenti, maggioranza e opposizione comprese. 

Tradizionalmente, in casi simili, il Consiglio comunale approva all’unanimità un documento condiviso, che impegna la città a sostenere la candidatura davanti agli organismi nazionali dell’Ana e al Ministero. Una prassi politica consolidata, soprattutto quando si tratta di eventi identitari e trasversali come l’Adunata degli Alpini.

Questa volta però il percorso sembra si stia complicando. E il motivo è tutto nel testo dell’ordine del giorno che presenterà Centro per Cuneo, a firma del capogruppo Vincenzo Pellegrino, da approvare nella prossima seduta dell'assemblea municipale.

[Vincenzo Pellegrino, capogruppo Centro per Cuneo]

Nel documento, infatti, compare un passaggio che richiama quanto avvenuto a Genova durante l’Adunata 2026: “Episodi e iniziative caratterizzati da atteggiamenti offensivi e da giudizi generalizzati nei confronti del Corpo degli Alpini e dell’Associazione Nazionale Alpini”.

Un riferimento che ha immediatamente acceso le tensioni politiche. Perché, al netto delle polemiche preventive sollevate da alcune associazioni femministe e centri antiviolenza, con volantini, manifesti, slogan come “Non è festa se c’è chi molesta”, QR code per segnalazioni anonime e un vademecum dal titolo “Adda passà ‘a adunata”, l’Adunata di Genova si è svolta senza particolari criticità sul piano dell’ordine pubblico o della sicurezza. 

Nessun caso clamoroso, nessuna emergenza, nessuna situazione che abbia realmente compromesso l’evento, che anzi è stato giudicato un successo organizzativo e partecipativo.

[Il gruppo di Robilante all'Adunata di Genova]

Proprio per questo, secondo gli Indipendenti di Giancarlo Boselli, inserire quei riferimenti nel documento ufficiale della candidatura di Cuneo rappresenta un errore politico e istituzionale. 

Boselli e Armellini hanno così depositato un ordine del giorno alternativo, completamente privo di riferimenti polemici, quasi “un inno alla patria” centrato esclusivamente sulla storia degli Alpini, sul legame con Cuneo, sul valore civile e solidaristico del Corpo e sulla volontà della città di ospitare l’Adunata del 2030.

La posizione degli Indipendenti è netta: se il testo di Centro per Cuneo non verrà modificato, non sarà votato. E a quel punto il gruppo porterà in aula il proprio documento. 

[Paolo Armellini e Giancarlo Boselli]

Uno scenario che rischia però di indebolire proprio la candidatura cuneese. Perché candidature di questo tipo arrivano tradizionalmente sui tavoli ministeriali e degli organismi nazionali Ana accompagnate da un voto unanime del Consiglio comunale, segnale di compattezza istituzionale del territorio.

Ed è qui che il caso assume una dimensione tutta politica.

Secondo quanto trapela, nei giorni scorsi ci sarebbero stati tentativi per trovare una mediazione ed eliminare dal testo i riferimenti alle polemiche genovesi. Tentativi però falliti. La sindaca avrebbe ipotizzato un confronto nella conferenza dei capigruppo, ma al momento il documento resta depositato nella sua versione originaria. 

Una situazione che, inevitabilmente, apre interrogativi sulla reale capacità di Manassero di imporre una sintesi politica dentro la propria maggioranza. 

Anche perché Centro per Cuneo rappresenta il principale alleato civico dell’attuale amministrazione e potrebbe avere un peso decisivo proprio in vista delle elezioni comunali del 2027 e dell’eventuale sostegno a un secondo mandato della sindaca.

Il risultato è che un ordine del giorno nato per unire la città attorno alla candidatura per l’Adunata degli Alpini rischia invece di diventare il simbolo delle tensioni interne alla maggioranza e del crescente pressing politico su Manassero nel finale di legislatura.

Cesare Mandrile

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