Eventi - 22 maggio 2026, 15:56

Suoni dal Monviso 2026, sei mesi di musica tra valli e comunità

Dieci eventi in otto comuni per la 22ª edizione: grandi nomi, giovani talenti e un festival sempre più sostenibile e accessibile

Suoni dal Monviso 2026, sei mesi di musica tra valli e comunità

È stata presentata giovedì 21 maggio, nella Sala Monastero della Stella di Saluzzo, la 22ª edizione del Festival “Suoni dal Monviso”, appuntamento ormai consolidato nel panorama culturale del territorio. Un’edizione che si svilupperà nell’arco di sei mesi, con dieci eventi distribuiti in otto comuni e quattro valli della provincia di Cuneo.

Il filo conduttore resta quello che da sempre caratterizza il festival: “fare musica insieme, per tutte e tutti, nella bellezza e nel rispetto dei luoghi”. Un principio che nel 2026 si traduce in un cartellone variegato, capace di affiancare artisti di rilievo nazionale a realtà emergenti e locali, con un’attenzione crescente alla sostenibilità ambientale, all’accessibilità e al coinvolgimento delle giovani generazioni.

Ad aprire il programma sarà, sabato 20 giugno a Rossana, la Festa della Musica con la band YellowProject del Conservatorio Ghedini di Cuneo. Tra gli appuntamenti più attesi figurano il concerto di Francesca Michielin il 5 luglio a Paesana e quello di Arisa il 19 luglio a Sampeyre, affiancati da proposte che spaziano dalla musica classica alle produzioni corali, fino a spettacoli più intimi e sperimentali.

Il calendario toccherà diverse località, da Bagnolo Piemonte a Marmora, da Ostana a Busca, fino a Saluzzo, che ospiterà anche gli eventi conclusivi tra settembre e novembre, tra cui il concerto “Laudato si’” nella Cattedrale.

Elemento distintivo dell’edizione 2026 sarà il richiamo ai quattro elementi naturali – aria, acqua, terra e fuoco – che guideranno la costruzione delle atmosfere musicali e il dialogo tra arte e paesaggio. Un legame forte con il territorio, reso possibile anche grazie alla collaborazione con oltre 30 partner tra enti pubblici e privati, in un’ottica di rete che sostiene non solo l’offerta culturale ma anche l’economia locale.

Il festival si conferma così non solo come rassegna musicale, ma come motore di promozione territoriale, capace di valorizzare scenari naturali e architettonici e di attrarre pubblico anche da fuori provincia. L’obiettivo è duplice: portare cultura nei contesti più periferici e, al tempo stesso, far conoscere le vallate della Granda a un pubblico sempre più ampio.

Particolare attenzione è riservata anche alla sostenibilità e all’accessibilità degli eventi, per garantire una partecipazione inclusiva e consapevole. Allo stesso modo, il coinvolgimento dei giovani rappresenta uno degli assi strategici del festival, che guarda al futuro dando spazio a nuove voci e linguaggi.

La direzione artistica e l’organizzazione sono curate dall’Associazione I Polifonici del Marchesato, che da anni porta avanti il progetto con l’obiettivo di coniugare qualità artistica, radicamento territoriale e innovazione culturale.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A MAGGIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU