Se la sua monumentalità, è alta oltre quattro metri e lunga più di otto, le ha riservato un destino altalenante e creato nei decenni problemi espositivi, nella sua nuova sede a Saluzzo, nella cappella dell'ex carcere della Castiglia, sembra ritrovare la sua patria e lo spazio perfetto allo srotolarsi del racconto. Una collocazione ideale che la valorizza e rende fruibile.
L’imponenza piena di vita dello spettacolo della Fiera di Saluzzo (sec. XVII) opera pittorica del torinese Carlo Pittara, molto cara ai saluzzesi, dilata gli sguardi sulla sua complessità e giganteggia sui visitatori che si trovano emozionati ad un palmo di naso, nella sala espositiva appena inaugurata. L’opera è quasi un’anticipazione delle attuali esperienze immersive.
E’ ammirabile da oggi sabato 23 maggio, dopo il taglio del nastro in contemporanea con quello della 49esima Mostra nazionale dell’Antiquariato, della quale, da sempre, è l’ immagine promozionale.
Era attesa da vent’anni nella ex capitale del Marchesato, dal 2006 da quando è stato avviato il percorso e, all’operazione del "Pittara a Saluzzo" hanno lavorato in continuità, tre amministrazioni: quelle di Allemano, Calderoni, Demaria.
L’opera, di proprietà della Fondazione Torino Musei, grazie al contratto di comodato d’uso con Saluzzo, va a costituire un nuovo contenuto museale di grande importanza, con un allestimento innovativo di richiamo culturale e turistico, che arricchisce il patrimonio della città - parole dell’assessora alla cultura Attilia Gullino unite al grazie verso chi ha lavorato per organizzarne il trasferimento e l’allestimento: la Soprintendenza, la Fondazione Torino Musei, la Gam di Torino, gli uffici del Comune di Saluzzo, in particolare l’Ufficio cultura con Daniela Grande e l’Ufficio Tecnico diretto da Flavio Tallone e i progettisti dello Studio di architettura Maffioli e Rugger.

L’opera di Carlo Pittara (1835-1891) fu realizzata nel 1880 per la IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino e rappresenta qualcosa di unico nella produzione del pittore e, per certi versi, nella storia della pittura dell’Ottocento: non solo per le sue dimensioni eccezionali, ma anche per gli stimoli che offre per comprendere aspetti meno conosciuti della cultura figurativa del tempo.
"Il grande dipinto rievoca una fiera seicentesca, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo, mostrando una parata con cavalieri, personaggi in costume e moltissimi animali a grandezza naturale. Nel giugno del 1880, durante l’Esposizione, il dipinto fu acquistato dal barone Ignazio Weil-Weiss e solo nel 1917 entrò a far parte delle collezioni della Gam – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino.
Conservata per molti decenni nei depositi del museo torinese, l’opera è stata esposta tra il 2019 e il 2020: la mostra, curata da Virginia Bertone, si è concentrata sulla storia e la fortuna critica della Fiera di Saluzzo ed è stata un’occasione di riscoperta, studio e approfondimento, per cercare di ritrovare le motivazioni della grande raffigurazione".
Proprio nel periodo dell’esposizione torinese ha preso corpo il progetto di concederla in comodato d’uso alla Città di Saluzzo che l'aveva richiesto e previsto l'allestimento all’interno della Castiglia. Successivamente il dipinto è stato esposto l’anno scorso al Museo di Wu di Suzhou, in occasione del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina.

Il progetto fa parte delle attività di Fondazione Torino Musei che dal 2018, alla gestione dei suoi tre musei, della Fiera Artissima e del progetto Luci d’Artista, affianca iniziative di sostegno allo sviluppo di realtà ed enti culturali del territorio regionale.
La Fondazione e la Gam - Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino "sono felici di poter assicurare a un’opera iconica del patrimonio pubblico, e così straordinaria per molte sue caratteristiche, una visibilità continuativa nei luoghi che suggerirono a Carlo Pittara la sua realizzazione - ha sottolineato Angela Benotto - Responsabile Relazioni esterne e attività internazionali della Fondazione Torino Musei
"L’esposizione nella Castiglia di Saluzzo consente di mettere in luce, più che in qualsiasi altro contesto, il valore storico del dipinto e la capacità dell’artista di ricostruire uno spaccato di vita cittadina che sa andare oltre un neo-seicentismo d’atmosfera, dando alla propria pittura un valore di ricostruzione storica-Fabio Cafagna - Curatore della GAM Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Lo studio di architettura Maffioli e Ruggeri, incaricato dal Comune ha coordinato il recupero dei locali e l’allestimento caratterizzato da elementi multimediali che permetteranno di approfondire i diversi aspetti artistici dell’opera e il suo contesto storico.
"Il nostro obiettivo - ha sottolineato Federica Maffioli - è stato di creare un contesto con un effetto sorpresa che attivi la concentrazione ed il coinvolgimento del visitatore: attraverso effetti sonori e visivi lo sguardo del pubblico sarà guidato nella scoperta dell’opera, attraverso la narrazione dei diversi elementi paesaggisti ed architettonici che compongono il quadro, nonché della variegata enciclopedia di animali, cavalli, pecore, cani, selvaggina, costumi e tipologie umane inseriti in esso".
L’intento dell’artista che lavorò alla tela per circa 2 anni, sembra quello di condurre nel vivo della chiassosa realtà di un antico e grande mercato, sul fondale della città di Saluzzo, inondata dalla calda luce pomeridiana e del Monviso innevato ( spostato da ovest a nord) e troneggiante, in un binomio con la città, che era e che resta inscindibile.
La rappresentazione dà risalto agli elementi distintivi saluzzesi e colloca lo spettacolo della sua Fiera con gli allevatori, il bestiame, le bancarelle in uno spazio aperto a sud est della città. Era probabilmente la Fiera di San Giorgio che si svolgeva in aprile, istituita nel 1460 dal Marchese Ludovico I.

L’opera sarà visitabile gratuitamente per tutto il periodo di Start, fino al 29 giugno.
Inoltre, in occasione della Mostra dell’Antiquariato, l’orario di visita è ampliato per consentire l’accesso a tutti i visitatori: - sabato 23 e domenica 24 maggio dalle 10 alle 20; - lunedì 25, martedì 26, mercoledì 27, giovedì 28, venerdì 29 maggio e lunedì 1° giugno dalle 15 alle 20; - sabato 30, domenica 31 maggio e martedì 2 giugno dalle 10 alle 20.





