Curiosità - 26 maggio 2026, 07:07

Il Liseiret rinasce tra le colline alte: giovani vignaioli riscrivono il futuro delle Langhe

Ad Alba prende forma un progetto di valorizzazione tra cultura, vino e territorio: masterclass in vista della Fiera del Tartufo e nuove iniziative per rilanciare un vitigno simbolo

Il Liseiret rinasce tra le colline alte: giovani vignaioli riscrivono il futuro delle Langhe

Camminare per le vie di Alba con un calice in mano significa attraversare una storia viva, fatta di profumi, tradizioni e identità condivise. In questo scenario, accanto alle grandi etichette che hanno reso celebre il territorio, torna a farsi strada il Liseiret, vitigno antico oggi al centro di un percorso di riscoperta e valorizzazione.

A riportarlo alla luce sono soprattutto giovani vignaioli, protagonisti di un ritorno alle terre alte delle Langhe, per anni segnate dall’abbandono. Un recupero che non è solo agricolo, ma anche sociale e culturale: rimettere in produzione questi terreni significa restituire vitalità economica e garantire continuità alle comunità locali, contrastando lo spopolamento e la perdita di identità del paesaggio.

Il Liseiret, sopravvissuto nel tempo quasi ai margini della viticoltura, mostra oggi caratteristiche che ben si adattano alle esigenze contemporanee. La sua rusticità e versatilità si combinano con tecniche di vinificazione moderne, offrendo nuove prospettive produttive. Non si tratta di un’operazione nostalgica, ma di una visione proiettata al futuro.

In questo contesto si inserisce l’impegno dell’Associazione Produttori del Liseiret, che sta costruendo una strategia condivisa per dare riconoscibilità al vitigno, anche attraverso il dialogo con istituzioni e enti locali. Tra gli obiettivi, l’organizzazione di una masterclass dedicata durante la prossima Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba, un palcoscenico prestigioso ma complesso da integrare nel fitto calendario di eventi.

Accanto a questa iniziativa, sono in programma altri appuntamenti divulgativi per raccontare al grande pubblico non solo un vino, ma un’idea di sviluppo territoriale che guarda alle aree marginali come a laboratori di rinascita. Un percorso seguito con attenzione anche dalla Confraternita della Nocciola Tonda Gentile di Langa, da sempre sensibile al valore del paesaggio e delle comunità.

Il fermento attorno al Liseiret coinvolge anche il mondo culturale: è attesa per ottobre l’uscita di un romanzo giallo ambientato nelle Langhe, in cui il vitigno diventa elemento simbolico e narrativo, intrecciando memoria, territorio e mistero.

Più che una semplice riscoperta, quella del Liseiret si configura come una nuova narrazione collettiva, scritta da una generazione che ha scelto di investire nelle proprie radici per costruire il futuro delle Langhe.

redazione

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