Attualità - 27 maggio 2026, 20:15

“Essere Clotilde”, a Savigliano una serata per ricordare il coraggio silenzioso di una grande donna

Alla Crosà Neira, giovedì 28 maggio, lo spettacolo promosso da Mai + Sole. Il racconto della vita di Clotilde Faramia Luciano tra musica, memoria e impegno civile

Clotilde Faramia Luciano all'inaugurazione della sede degli Alpini di Savigliano dopo la seconda Guerra mondiale

Clotilde Faramia Luciano all'inaugurazione della sede degli Alpini di Savigliano dopo la seconda Guerra mondiale

Una serata dedicata alla memoria, al coraggio femminile e all’impegno verso gli altri. Giovedì 28 maggio, alle 21, la Crosà Neira di Savigliano ospiterà lo spettacolo ‘Essere Clotilde’, promosso dall’associazione Mai + Sole con il patrocinio del Comune.

L’evento nasce da un’idea di Adonella Fiorito, presidente e fondatrice del sodalizio antiviolenza, scritto e interpretato da Serena Fumero de ‘Le Incredibili Storie’, accompagnata da Elena Ballario al pianoforte e Sergio Patria al violoncello.

Al centro del racconto la figura di Clotilde Faramia Luciano, donna saviglianese che ha attraversato con forza e dignità alcuni dei momenti più difficili del Novecento.

Rimasta vedova a soli 23 anni del maggiore Claudio Luciano, morto durante la terribile epidemia di febbre spagnola tra il 1918 e il 1920, Clotilde trasformò il dolore in impegno concreto verso la comunità.

Divenne crocerossina negli ospedali militari, studiò pianoforte e si dedicò con grande sensibilità alle donne, alle madri e alle vedove dei caduti della Grande Guerra, offrendo aiuto materiale e conforto umano.

Durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale continuò a prestare soccorso con coraggio, arrivando persino a salvarsi da una rappresaglia nazista. Il suo impegno civile la portò poi a ricoprire anche il ruolo di consigliere comunale a Savigliano dal 1951 al 1956. 

"Clotilde era una mia zia e rappresenta una figura che ha lasciato un segno profondo nella nostra famiglia e nella città - racconta Adonella Fiorito. - Era una donna capace di rialzarsi dopo un dolore enorme e di trasformare la sofferenza in aiuto per gli altri. Con questo spettacolo vogliamo ricordare non solo ciò che ha fatto, ma soprattutto il suo modo di essere vicina alle persone. Incarnava quel coraggio silenzioso che costruisce il mondo - aggiunge Fiorito. - Non cercava riconoscimenti, ma ogni giorno sceglieva di esserci per chi aveva bisogno. È una testimonianza ancora attuale, soprattutto per le nuove generazioni".

Lo spettacolo ‘Essere Clotilde’ diventa così anche una riflessione sul valore della memoria e sul legame con chi ci ha preceduti. Attraverso parole, musica ed emozioni, il pubblico sarà accompagnato in un viaggio che intreccia storia personale e storia collettiva, mostrando come le radici del passato possano ancora parlare al presente.

Ingresso libero.

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